L’isola ecologica che c’è

Perrone
Ciò che potete vedere nella foto, è quello che mediamente raccolgo, ogni mattina, sul marciapiede antistante la mia attività commerciale, in via Mazzini. Otto metri di marciapiede. Se si moltiplica questa manciata di rifiuti per i km di marciapiedi che sono in città si può immaginare cosa i concittadini abbandonano in 24 ore sugli stessi. Decine di piccoli gesti, lasciar cadere un mozzicone di sigaretta, la carta di una caramella, un pacchetto di sigarette o il suo involucro, o, peggio, una gomma da masticare. Piccole cose che deturpano l’aspetto della città, sembra incredibile, ma senza di essi vivremmo in una città “pulita”. Sicuramente, come lamentano molti, il servizio di pulizia può essere migliorato, sicuramente la catena di smaltimento perfettibile, sicuramente il ritiro e la consegna presso l’isola lacunosi, Ma cominciamo a dare il buon esempio.

Vi sembra uno sforzo insopportabile, una fatica immane, un peso insostenibile quello di non abbandonare alcun tipo di rifiuto in terra o in luoghi non preposti?

Smettetela di raccontare che, per smaltire un vecchio frigo o una vecchia lavatrice, si paga. Falso! Ogni utente può ritirare gratuitamente, una tessera e smaltire ben 400 kg di rifiuti ingombranti l’anno. Passeggiando sulle colline intorno alla città, ci si imbatte in elettrodomestici, materassi e quant’altro, quando, nello stesso tempo, con minor fatica, alla stessa distanza, senza infrangere la legge, senza inquinare e deturpare il paesaggio, si possono consegnare all’isola ecologica.

Sono cresciuto all’ombra di due grossi cartelloni appesi da un amico più vecchio di me. Mi rendo conto che vi è traccia, nel mio agire quotidiano, delle riflessioni fatte sulle parole di quelle frasi. Chissà se non sarebbe il caso di distribuire in città, piuttosto che affiggere scialbe e vuote pubblicità, un po’ di tazebao educativi: “Ponendo a pari gioia e dolore, vittoria e sconfitta, àrmati per la battaglia e non ti macchierai di colpa” (agire per il bene comune, al di là degli interessi personali) e “Seguire gli esempi ed essere di esempio” (imitare i virtuosi, cercare di esserlo).

Facebooktwittermail