L’ippocastano 

L’ippocastano, Aesculus Hippocastanum L., fu introdotto in Europa dai Turchi nel XVI secolo dal Medio Oriente. È una pianta arborea conosciuta anche con il nome di Castagno d’India o Marrone d’India. La droga vegetale consiste nei semi essiccati, ma tradizionalmente vengono utilizzate anche altre parti della pianta (corteccia e foglie). Gli studi ad oggi si sono concentrati nel valutare la sicurezza e l’efficacia dell’estratto ricavato dai soli semi. Il principio attivo più importante al quale si attribuisce l’attività farmacologica è l’escina,una miscela di saponine. Anche flavonoidi, cumarine e tannini contribuiscono all’attività fitoterapica, tanto è vero che il fitocomplesso risulta maggiormente attivo rispetto alla somministrazione dell’escina isolata (scarsamente assorbita a livello intestinale)

CURIOSITÁ
Il nome ippocastano deriva dal greco hippos (cavallo) e Kastanon (Castagna). I suoi frutti, tossici per l’uomo, costituivano un ottimo alimento e rimedio per i cavalli ai quali venivano fatti mangiare per curare la tosse. È un albero ampiamente utilizzato per la sua bellezza a scopo ornamentale in particolare nei viali. La sua folta chioma forma un vasto cono d’ombra e la fioritura, massima proprio in questi giorni è molto suggestiva. I frutti un tempo venivano fatti tostare per ricavarne una farina, ottima come surrogato del caffè.A dosi elevate le castagne dell’ippocastano sono tossiche. Inoltre si produceva un ottimo sapone per sgrassare i panni: le castagne si sbucciavano, si lessavano e venivano ridotte in poltiglia con acqua bollente, quindi si rimestava a lungo la miscela e la si lasciava riposare. Quando si induriva era pronta all’uso.
Fino a qualche anno fa, con l’inizio della stagione autunnale, si infilavano due o tre castagne nelle tasche dei bambini, con la convinzione diffusa che ciò servisse ad allontanare i germi influenzali.

ATTIVITÀ PRINCIPALI
Antiedematosa, venotonica, vasoprotettiva, antinfiammatoria, diuretica

INDICAZIONI
Si utilizza per trattare i sintomi dell’insufficienza venosa cronica come gonfiore, pesantezza, dolore, prurito agli arti inferiori. Di aiuto nelle sindromi varicose, fragilità capillare, emorroidi, varicoceli, edemi.

PROPRIETÀ
L’ippocastano, spesso associato ad altre piante, viene tradizionalmente impiegato per l’azione antiedemigena venotonica e antinfiammatoria. Rinforza le pareti di vene e capillari, aumenta il tono venoso determinando una variazione positiva del flusso di sangue di ritorno al cuore. Conseguenza è il miglioramento della circolazione e dei sintomi legati all’insufficienza venosa cronica come gambe stanche, gonfiore, pesantezza dolore e prurito. 
L’ippocastano può essere utilizzato in tintura, estratto secco o in tisana abbinato ad altre piante

TISANA VARICI
– ippocastano semi 40g
– rusco radice 20g
– amamelide foglie 25g
– liquirizia radice 15g
Un cucchiaio da tè della miscela in 500 ml d’acqua. Bollire per 10 minuti a fuoco lento, con coperchio spegnere e lasciare intiepidire. Filtrare e bere metà al mattino e metà la sera lontano dai pasti.

Simona Otranto

3 maggio 2019 – © Riproduzione riservata

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