L’età del legno

viaDeDivitisIl mio amico storico Alessandro Di Muro (a pagina 5 si parla del suo interessante libro sulle dominazioni succedutesi nel nostro territorio in epoca antica e moderna) potrebbe darmi una mano a ricordare l’esatta suddivisione in periodi della Preistoria. Se non ricordo male, dovrebbe essere: l’età della pietra, l’età del rame, del bronzo e del ferro. Sempre al mio amico medievalista vorrei chiedere, visto quello che succede in alcuni quartieri di Battipaglia, se non sia il caso di integrare la suddetta periodizzazione con l’introduzione di altre due ere: l’età della ghisa e l’età del legno. Entrambe databili nel terzo millennio dopo Cristo, nella prima gruppi umani ben organizzati trafugano tombini di ghisa; nella seconda, l’età del legno, gruppi umani altrettanto ben organizzati, provvedono a “mettere in sicurezza” le voragini scoperte con manufatti lignei.
A Battipaglia siamo in piena età del legno, come testimoniano i numerosi reperti ritrovati al centro e nel quartiere S. Anna: parliamo di decine di tombini privi dei coperchi in ghisa – evidentemente rubati da bande di tombinaroli – sostituiti da più moderni e funzionali bancali, opera di valenti ebanisti. Quello che sorprende, oltre alla creatività degli interventi di manutenzione, è che l’età del legno è davvero lunga, dura settimane, mesi, forse anche anni.
Ora, perdonate il benevolo sarcasmo, la situazione è davvero “preistorica”. Possibile che non si riesca a provvedere alla sostituzione di un tombino e si lascino decine di caditoie e di cunicoli scoperti per mesi, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei pedoni? Uno di questi varchi verso il centro della terra è sulle strisce pedonali, un altro nel posto auto riservato ai disabili! Si può immaginare qualcosa di più pericoloso? Ma qualcuno pensa davvero che queste palafitte postmoderne possano essere la soluzione al problema?
Due numeri fa abbiamo plaudito all’attivazione dell’impianto di videosorveglianza da parte dei commissari; su questo numero, a pagina 4, diamo merito al Comune di avere risposto concretamente ai residenti che lamentano il degrado urbano. Proprio per questo, non possiamo tacere di fronte a questa situazione assurda. Perciò, salvo che non abbiate in mente di organizzare delle escursioni nel sottosuolo, promuovendo visite guidate a “Battipaglia sotterranea”, ridateci i tombini, fateci uscire dall’età del legno.

30 ottobre 2015 – © Riproduzione riservata
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