Le risposte di Bruno

Il neo assessore alle politiche comunitarie,  allo sviluppo e alle attività produttive indica priorità e metodo. Risponde agli attacchi di trasformismo politico e ribadisce: «Resto un uomo di sinistra» 

Davide Bruno, 34 anni, analista in una multinazionale che offre servizi di consulenza alle grandi aziende, è il nuovo assessore dell’amministrazione Francese. A lui la sindaca ha destinato le deleghe alle politiche comunitarie, allo sviluppo economico e allo sviluppo urbano. La sua nomina ha fatto molto rumore e ha determinato contraccolpi e riassestamenti anche nella maggioranza. Lui, ex segretario del Partito democratico cittadino, non si è fatto trascinare sull’impervio terreno della polemica, si è messo subito al lavoro, quasi a voler dimostrare con fatti concreti la bontà della scelta operata da Cecilia Francese. Lo abbiamo incontrato: quella che segue è la sintesi di una conversazione molto più ampia. 

Perché si è dimesso da segretario del Pd battipagliese?
«Nel 2016, nel pieno dell’attacco più violento al partito, sono rimasto e ho detto che avrei concluso il mandato a scadenza. Un’aggressione vigliacca che abbiamo sconfitto per quest’area politica che non meritava di essere la succursale di altri. Oggi il dibattito nazionale si sta interrogando sulla funzione del Pd: un dibattito che oscilla tra rifondare e andare oltre. C’è bisogno di una nuova forma. Non mi andava di partecipare a una fase congressuale confusa, parlando solo di tessere: a scadenza naturale ho chiuso il mio mandato e comunicato alla città la mia intenzione di aprire un percorso civico. Il mio impegno continua così nel cercare di aggregare e parlare con tutti per affrontare i problemi. Ho detto che il mio partito è la mia città sono di centrosinistra, l’obiettivo è la crescita del territorio». 

Qualcuno l’accusa di aver cambiato casacca.
«Ho deciso sette mesi fa di dividere i ruoli di militanza partitica da quelli amministrativi, prendendo la strada di un percorso civico, ma mantenendo la mia identità politica. Il quadro che si sta rappresentando è una drammatizzazione che non c’è. È sgradevole l’odio e il livore che stiamo vedendo. Sono disponibile ad un’operazione verità sul comportamento di ognuno. Per quanto riguarda l’amministrazione c’è una maggioranza composita, con persone che con orgoglio sono di destra e persone vicine al centrosinistra. Questo principio è stato assunto dalla coalizione che sostiene il sindaco in consiglio comunale. Tanto è vero che alle provinciali hanno votato candidati presenti nel centrodestra e nel centrosinistra. Questa amministrazione ha collaborato con il centrosinistra, inserendo suoi esponenti nei cda dell’Asis, dell’Ato dei rifiuti e dell’Ato delle risorse idriche. Nel 2017 ha eletto un consigliere provinciale nel centrodestra, nel 2019 nel centrosinistra. È un’amministrazione realmente civica, un’alleanza di unità politica per la città. Ringrazio i consiglieri comunali di maggioranza e il sindaco per il sostegno ricevuto. Credo che sia ora di porre fine alla stagione dell’odio a tutti i costi».

Guardiamo avanti. Oggi è un assessore della Giunta Francese: ha deleghe pesanti. Quali sono gli obiettivi e le priorità della sua azione politico-amministrativa?
«Scontiamo il ritardo accumulato e la prima cosa fatta è stata programmare le attività negli uffici sulla partecipazione ai bandi comunitari (Pics, mobilità sostenibile e risorse immateriali). La priorità assoluta è non perdere i finanziamenti assegnati e dare regole certe agli investimenti. Il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino va improntato sul dialogo costruttivo: massimo sforzo, perciò, nella direzione della semplificazione amministrativa, sia per cittadini che per le imprese. L’obiettivo prioritario è il lavoro e il miglioramento dei servizi».

Ha votato alle primarie del Pd di domenica 3 marzo?
«Certo!Non ho mutato la mia identità politica. Ho scelto un percorso diverso da chi dichiara di essere di un’area politica per la quale non si è mai candidato, e l’ho fatto perché credo fermamente che vada ricostruita un’area politica togliendola dalle mani di chi la vuole debole e sconfitta, o di chi utilizza i partiti come strumenti tattici da abbracciare all’occorrenza. Dobbiamo riscoprire le ragioni di un impegno serio. Le scelte si fanno sulle cose concrete, non sulle simpatie o antipatie».

Bruno, crede che le polemiche che hanno accompagnato la sua nomina cesseranno? Gli attacchi a lei e alla sindaca possono minare la tenuta della maggioranza?
«Sono sereno, penso al lavoro da svolgere, sono concentrato su quello. E poi, sono convinto che i cittadini vogliono risposte serie e non siano interessati a faide alimentate dal risentimento personale. Il sindaco ha fatto da sempre appello alle forze sane della città e sarebbe ora che ognuno apporti il proprio contributo. Ne abbiamo bisogno, davvero. La maggioranza è solida e determinata, conosce i problemi della città e ha un solo obiettivo: risolverli».

Francesco Bonito

8 marzo 2019 – © Riproduzione riservata

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