Le promesse di De Luca

Il Presidente del Consiglio regionale ha assicurato il suo intervento per attenuare i disagi legati alla presenza in città di numerosi impianti che trattano rifiuti

Volere è potere. Lo hanno dimostrato gli attivisti del Comitato Battipaglia dice no che hanno caparbiamente chiesto, e ottenuto, un colloquio col Presidente del Consiglio regionale, Vincenzo De Luca, per denunciare la paradossale situazione di Battipaglia, divenuta di fatto un polo industriale del trattamento dei rifiuti. 
Erano in sei i delegati del Comitato, venerdì primo febbraio negli uffici del Genio Civile, a Salerno: Nunzio Vitolo, Cucco Petrone, Marco Furmio, Carmela Bufano, Lidia D’Angelo Valerio Giampaola; sono stati accolti e ascoltati dal presidente De Luca e dal vicepresidente Buonavitacola. Abbiamo pensato che i lettori di Nero su Bianco avrebbero voluto sapere com’è andata, e così lo abbiamo chiesto a uno dei portavoce del comitato battipagliese: Nunzio Vitolo, che quel giorno c’era e ha parlato col Governatore.

Vitolo, ce l’avete fatta a incontrare De Luca.
«Abbiamo ritenuto che fosse il primo passo da fare per conseguire dei risultati concreti, perciò ci siamo mossi per ottenere un incontro: la conferma della disponibilità del Governatore è arrivata lo scorso 26 gennaio, quando Fulvio Buonavitacola, presente alla manifestazione Io mi rifiuto, ha confermato la data dell’incontro». Vitolo la racconta così, minimizza, ma si intuisce che “l’avvicinamento” sia stato più complesso e laborioso (ndr). 

Cosa avete detto a De Luca?
«Prima Cucco Petrone e poi io abbiamo rappresentato la situazione battipagliese: una città al centro di un territorio che esprime il 7% del Pil agroalimentare campano, famosa in tutta Italia per alcuni prodotti dop e igp, leader nazionale nella produzione della “quarta gamma”, con una fortissima vocazione all’agricoltura d’eccellenza, diventa nel giro di meno di vent’anni la più vasta area industriale del ciclo di trattamento dei rifiuti, con circa quaranta impianti gestiti da aziende private, un impianto Tmb (trattamento meccanico biologico dei rifiuti, ndr), un impianto di compostaggio al confine, uno in procinto di essere costruito, e due discariche mai bonificate». 

Tutti sanno che le autorizzazioni all’apertura (e all’ampliamento) di impianti per il trattamento dei rifiuti vengono rilasciati da organi della Regione, quindi De Luca potrebbe fare molto per invertire questa scellerata rotta. Non è così?
«Certo, De Luca ascoltava e mostrava di conoscere la situazione; tant’è che ha ammesso che esiste un problema Battipaglia, come lui lo ha definito. Noi lo abbiamo incalzato, chiedendo una sua presa di posizione forte e tempestiva». 

E del costruendo sito di compostaggio battipagliese?
«Come tutti sanno, il Comitato è nato per opporsi all’apertura del nuovo impianto che sarebbe, di fatto, il secondo in città (l’atro è a Eboli, a un centinaio di metri dal confine con Battipaglia e a meno di un chilometro dall’area urbana, ndr); lo abbiamo ricordato a De Luca, ribadendo che continueremo a opporci alla sua apertura. Ma, su questo, De Luca è stato fermo, sebbene ragionevole. Ci ha risposto che l’impianto di compostaggio verrà fatto a Battipaglia, ma si è impegnato affinché sia autorizzato alla lavorazione di circa 10.000 tonnellate annue anziché le 35.000 previste. In sostanza a Battipaglia verrebbero trattati solo i rifiuti umidi cittadini, o poco più».

E di Battipaglia capitale della spazzatura… cosa ha detto?
«Su questo punto abbiamo, secondo me, ottenuto il risultato più significativo. Il Presidente ha promesso un suo diretto impegno per ottenere un considerevole miglioramento della situazione ambientale battipagliese, attraverso degli interventi della Regione. Questo impegno è stato formalizzato nero su bianco, con un documento (una specie di verbale dell’incontro) nel quale sono stati riportati i punti precisi dell’azione promessa da De Luca. Un piano che prevede innanzitutto la bonifica della discarica del Castelluccio, quella ex Ismar, realizzata negli anni Novanta senza gli accorgimenti e le cautele necessarie: una vera e propria bomba ecologica inesplosa. Ebbene, ci è stato promesso che, grazie a un finanziamento di quasi 12 milioni di euro, presto la bonifica verrà fatta». 

E dei 40 impianti che trattano i rifiuti presenti sul nostro territorio De Luca che ha detto? Ce li dobbiamo tenere?
«Certo non li può chiudere dall’oggi al domani. Ma si è impegnato a mettere in campo una serie di misure che dovrebbero garantire maggiore salubrità all’ambiente battipagliese (le abbiamo riportate in prima pagina, ndr): maggiori controlli dell’Arpac, un tavolo permanente che monitori la situazione, una serie di provvedimenti per scoraggiare nuovi insediamenti. Non una vera e propria moratoria, ma un atteggiamento meno conciliante che segni una concreta inversione di tendenza. Scoraggiare nuovi impianti, controllare severamente e incentivare la riconversione industriale di quelli attivi».

Le sembrano impegni credibili? De Luca vi ha convinti?
«Lo vedremo. Era importante coinvolgere nella risoluzione del problema la massima autorità regionale: e ci siamo riusciti. De Luca ci ha ascoltato con molta attenzione, l’incontro è durato più di un’ora, e ci è parso seriamente intenzionato a occuparsi del problema Battipaglia. Noi non ci accontentiamo delle parole: osserveremo se seguiranno i fatti. Solo allora sapremo se è stato giusto fidarsi».
E lo scopriranno anche i battipagliesi.

Francesco Bonito

15 febbraio 2019 – © Riproduzione riservata

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