Le piante amiche della prostata

La prostata è un organo composto da tessuto ghiandolare e fibromuscolare che circonda l’uretra maschile. Negli uomini sopra i 50 anni è comune l’ingrandimento di questa parte del corpo e otre il 50% degli uomini sopra i 65-70 anni manifesta iperplasia prostatica benigna, una sindrome caratterizzata da un aumento del numero delle cellule del tessuto prostatico. Dal momento che la prostata come già detto circonda l’uretra, il suo ingrandimento comporta disfunzioni nella minzione. La vescica non si svuota bene e si avverte più frequentemente l’urgenza di andare in bagno. La minzione à spesso associata anche a un fastidioso bruciore.
Già nel XV secolo a.C. si faceva ricorso alle piante per il trattamento di questa patologia e oggi molti studi clinici confermano l’efficacia di alcuni estratti fitoterapici negli stadi meno gravi (I e II) della manifestazione della malattia. Le piante sulle quali c’è maggiore attenzione sono la Serenoa, il Pruno Africano e l’Ortica. Sono tradizionalmente utilizzati anche i semi di Zucca, il Polline e l’Epilobio.

SERENOA 
La droga è costituita dai frutti maturi ed essiccati di Serenoa Repens, conosciuta anche come Palama Nana o Saw Palmetto, pianta originaria dell’India edegli Stati Uniti. Questa è una pianta ben tollerata e non comporta effetti collaterali rilevanti. Si utilizza prevalentemente sotto forma di estratto secco.

PRUNO AFRICANO
La droga è costituita dalla corteccia di Pigeum Africanum, un albero che cresce in Africa tropicale. Ha effetti antiossidanti, antinfiammatori. Nessun effetto collaterale noto. Anche questa pianta si utilizza prevalentemente sotto forma di estratto.

ORTICA
La droga è costituita dalle radici i Urtica Dioica e altre specie di ortica. Rispetto alle foglie le radici sono caratterizzata dalla presenza di sostanze caratteristiche come la scopoletina e il sistosterolo.
Tradizionalmente viene adoperato il decotto che può essere assunto anche per periodi più o meno lunghi. L’ortica è una pianta dalle mille virtù. 

ZUCCA
Un ulteriore rimedio tradizionale utilizzato nei casi d’ingrossamento della ghiandola prostatica è costituito dai semi maturi di zucca Cucurbita Pepo. Per apprezzare i benefici è necessario mangiarne 10 grammi al giorno. Possono essere utilizzati anche sotto forma di olio di semi di zucca.

POLLINE
Anche il polline, in particolare quello di segale, può determinare beneficio nell’alleviare i sintomi dell’iperplasia prostatica benigna.

EPILOBIO
La droga è costituita dalle parti aeree di varie specie di Epilobio, una pianta erbacea che cresce spontanea nelle zone montane e submontane di tutta Italia. Il suo impiego è soprattutto tradizionale. Si utilizza sotto forma di infuso.
Tutte le piante citate sono utili nell’alleviare la sintomatologia dell’iperplasia prostatica benigna pur senza indurre la riduzione della dimensione della prostata. 

Simona Otranto

8 marzo 2019 – © Riproduzione riservata

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