Le dieci risposte di Cecilia Francese

prima-n255
La sindaca risponde senza reticenze sulle questioni più scottanti: Alba, la fonderia Pisano, il tesoretto, lo strappo con Zara, la ztl, i parcometri guasti, gli impianti sportivi, il ricorso al Tar dell’opposizione, gli allagamenti, la depurazione. Qualche provvedimento già esecutivo, e molti impegni per il futuro

In questi giorni s’è parlato tanto del caso Alba: i cumuli di immondizia diventano sempre più alti.
«Credo si tratti di un disegno preordinato, mirante a mettere in difficoltà l’amministrazione. D’altronde lo sappiamo a chi sono legate le RSU. Per lo spazzamento, abbiamo quasi risolto il problema: la coop ci ha dato un’altra decina di ragazzi. Per quel che riguarda la raccolta, la quantità di dipendenti preposti dovrebbe garantire il servizio, ma di fatto ciò non accade. Ringrazio comunque la maggior parte degli operai di Alba, persone che lavorano. Eppure c’è una piccola parte che boicotta. D’altronde, basta dare un’occhiata alle assenze per malattie e per ferie e si intuisce che c’è qualcosa che non quadra.
Il disagio più grande, ad ogni modo, è nella raccolta del vetro, dei cartoni e dei pannolini. Fino al 2015 questo servizio veniva pagato come straordinario. Ora ci dicono che non possono più farlo, obiettando che i furgoni sono pieni. Giusto, è un’obiezione logica, ma perché, quando venivano pagati con lo straordinario, ci riuscivano? Ad ogni modo, abbiamo richiesto al manager interno di far funzionare meglio Alba, e abbiamo anche incontrato i sindacati: pareva ci fosse voglia di collaborare. Alle 6 del mattino successivo all’incontro, però, gli operai si riuniscono in assemblea e bloccano la raccolta. Raccolta che, tra l’altro, diviene sempre più impegnativa: spesso, infatti, anche in strade di competenza della Provincia, come per esempio l’Aversana, siamo noi a dover andare a ritirare i sacchetti già imbustati dagli operai che lavorano per conto della Provincia, che pure non naviga nell’oro».

Comune in deficit, ma ogni giorno si perdono tantissimi soldi per via dei parcometri guasti.
«L’assessore Giuseppe Provenza ha chiesto una relazione, per provare a capire quanti soldi abbiamo perso e quanti ne abbiamo spesi. Per legge, dovremmo cambiare i parcometri, e il costo sarebbe notevole. Quelli che abbiamo, però, non sono più a norma, a prescindere dal fatto che siano guasti o meno. Stiamo valutando la possibilità di riaprire la Pignatelli per poter far nascere delle cooperative sociali che possano gestire le aree di sosta, dividendosi il territorio comunale».

palaschiavoAnche altri non hanno pagato: come risolverete la questione dei canoni relativi alla gestione degli impianti sportivi non riscossi?
«Abbiamo dimezzato le tariffe previste dal Regolamento, che erano eccessivamente alte, sì da permettere a tutti di pagare più tranquillamente. Ringrazio l’assessore Michele Gioia, che si sta impegnando tanto. Grazie a lui abbiamo anche reso nuovamente agibili gli stadi Pastena e Sant’Anna. Per i crediti relativi al passato proveremo a recuperare il dovuto».

Nelle ultime settimane, con le piogge e i rovesci, le strade sono diventate degli acquitrini. Perché è successo e come evitare che accada di nuovo?
«Abbiamo chiesto agli uffici tecnici di relazionare, perché non bisogna trovarsi in emergenza per risolvere i problemi. Dobbiamo individuare le criticità e intervenire preventivamente, ma ci ritroviamo a dover fare i conti anche con tanta albatombinisuperficialità con cui questo Comune è stato amministrato negli anni precedenti: ad esempio, abbiamo perso tantissimi fondi perché non c’era una ricognizione anagrafica delle scuole. Per scongiurare situazioni simili in futuro, sensibilizzeremo i proprietari delle cave chiedendo la realizzazione di terrazzamenti e la piantumazione di alberi. Poi, per quel che riguarda gli allagamenti tra Aversana e Santa Lucia, abbiamo verificato che l’Idrovora funzionava, ma il problema era rappresentato dai canali ostruiti da detriti. Interverremo con una manutenzione straordinaria e chiederemo lo stato di calamità».

Fonderia Pisano a Battipaglia: è possibile?
«Ho appreso questa cosa da un titolo di giornale. Al momento non è pervenuta alcuna  richiesta ufficiale da parte della fonderia Pisano di trasferirsi a Battipaglia. Io e l’amministrazione da me guidata siamo fermamente contrari ad un’ipotesi di questo tipo, e difenderemo gli interessi di Battipaglia e dei battipagliesi. D’altra parte, la vocazione del nostro territorio è agroalimentare, e questo è incompatibile con l’installazione di un’industria “pesante” come una fonderia. Sappiamo che la Fiom ha avanzato tre ipotesi: Battipaglia, Eboli e Campagna; ma noi non vogliamo assolutamente la fonderia, e abbiamo voce in capitolo, perché il titolo deve rilasciarlo il Suap».

Altro annoso problema: la depurazione delle acque. Garantite un mare pulito per l’estate 2017?
«I lavori al depuratore di Tavernola sono iniziati. Garantiamo un miglioramento. Manca ancora la zona di Serroni alto e Serroni basso: per servire quelle aree stiamo facendo delle valutazioni sul depuratore di Belvedere. Per quel che riguarda gli scarichi del Tusciano provenienti da Olevano e Acerno, invece, il Contratto di fiume è già nella fase operativa. Sempre in materia ambientale, inoltre, abbiamo chiesto la bonifica dell’area del Castelluccio».

Inquinamento: si parla tanto della zona a traffico limitato di domenica. La confermerete?
«Per quel che riguarda la ztl, devo tener conto delle posizioni dei cittadini, e dunque anche dei commercianti. Il punto è che il problema dell’area chiusa al traffico veicolare anche quando piove, di domenica, nasce dal fatto che non abbiamo voluto semplicemente pedonalizzare via Mazzini, ma ci siamo mossi così perché dobbiamo diminuire l’inquinamento atmosferico. Abbiamo scelto la domenica proprio per favorire i commercianti».

Nero su Bianco qualche settimana fa titolava: “Divorzio breve”, nella foto lei e Fernando Zara. Il divorzio è breve perché durerà poco o perché è arrivato dopo pochissimo tempo?
«Fernando Zara è stato un ottimo sindaco e un protagonista del cambiamento della città; è uno che la politica, intesa come attenzione verso la città, la sa fare. È stato anche un alleato leale e ha tanto da proporre. Non lo sento e non lo vedo da mesi. Il suo gruppo, Rivoluzione Cristiana, è comunque saldamente nella maggioranza in consiglio comunale. Ad ogni modo, il suo allontanamento è stato per me fonte di sorpresa e di amarezza, anche perché penso che, se lui ritornasse a fare politica come sa fare, potrebbe offrire un grosso contributo».

Il ricorso al Tar da parte dell’opposizione, il consiglio comunale convocato e poi rinviato: avete qualche problema in fatto di procedure formali?
«La delibera per la salvaguardia degli equilibri di bilancio era una priorità. Si trattava di un atto perentorio che andava approvato entro il 31 luglio, pena lo scioglimento del consiglio comunale. L’altro articolo preso in considerazione dal ricorso, poi, spiega che le commissioni vanno formate nella prima occasione utile: ci sarebbe tanto da discutere sull’aggettivo “utile”, tant’è che è accaduto così sia con Santomauro, sia con Liguori, sia con Barlotti. Ad ogni modo, sono tranquillissima. Il consiglio comunale di Battipaglia non rischia nessuno scioglimento! È grave che, alla seconda seduta consiliare, chi in campagna elettorale ha detto che il peggior sindaco è meglio di un commissariamento, si renda protagonista di un atto simile. Per quel che riguarda il consiglio comunale prima convocato e poi rinviato, lì si trattava semplicemente di un atto di indirizzo. Personalmente, ritengo che avremmo potuto deliberare comunque: s’è trattato di un eccesso di zelo».

Qual è l’atto di cui è più orgogliosa finora?
«Sono fiera di quel tesoretto di due milioni di euro che l’assessore Catarozzo ha scoperto dopo una certosina ricognizione dei mutui. E poi sarò orgogliosa di riuscire ad agevolare quelle imprese che hanno debiti nei confronti del Comune, concedendo loro condizioni meno vessatorie per la restituzione deille somme dovute».

28 ottobre 2016 – © Riproduzione riservata
Facebooktwittermail