Lavori in corso di Francesco Bonito

I battipagliesi lo sanno già, se ne sono accorti: ci sono ingombranti cantieri aperti su due delle principali arterie stradali della città. Da mesi via Clarizia, lungo la villa comunale Carmine Battipede (cominciamo a chiamarla così, in attesa che decidano), è parzialmente chiusa al transito per via dei lavori di messa in sicurezza del ponte sul Tusciano; da due settimane anche via del Centenario, nel tratto che costeggia la villa comunale Ezio Longo, in prossimità del ponte sul fiume, è percorribile in un solo senso di marcia. Per una cittadina che ha una rete viaria insufficiente, confusa e mal ridotta, è un colpo da ko. La contemporanea parziale chiusura delle due strade ha mandato in tilt il già caotico traffico cittadino e ha ulteriormente compromesso la vivibilità di interi quartieri. Inutile dire che gli automobilisti sono arrabbiatissimi e commentano con parole infuocate sia per strada che nelle piazze virtuali, quelle dei social network.
È innegabile il fatto che i lavori in corso siano urgenti e necessari, nell’ottica di prevenire danni a cose e a persone in prossimità del fiume – basti ricordare gli allagamenti degli ultimi anni dovuti all’esondazione del Tusciano – e pertanto utili alla collettività. I cantieri, le opere pubbliche, quando progettate e realizzate con criterio, sono un bene per la nostra indolente città; questo non va mai dimenticato. Premesso doverosamente questo, vanno valutati anche il come e il quando dette opere vengono cantierizzate, come si dice con un orrendo neologismo della lingua “burocratese”. Perché è evidente che opere progettate con largo anticipo, la cui realizzazione impegna le imprese per molti mesi, andrebbero programmate in modo da non penalizzare eccessivamente la cittadinanza. E, ancor prima che i lavori diventino “in corso”, pare scontato che debbano essere predisposti interventi per evitare gravi disagi, sia ai residenti nelle aree limitrofe sia agli automobilisti.
Non dubito che tutto questo sia stato approfonditamente studiato e programmato. Non dubito che le soluzioni agli incipienti problemi siano pronte, soprattutto adeguate a scongiurare la prevedibile paralisi della città una volta che riapriranno le scuole. Ma, pur non dubitando e confidando nella competenza e nella solerzia degli addetti ai lavori, devo confessare di essermi trovato in difficoltà nel rispondere ad alcuni cittadini, lettori di Nero su Bianco, che mi hanno posto tre semplici domande. Queste: perché eseguire i lavori contemporaneamente su due dei soli tre ponti che “scavalcano” il Tusciano? Perché procedere alla chiusura di via del Centenario proprio nel giorno in cui, a dieci metri dal cantiere, cominciava la manifestazione Vinora? Perché chiudere via del Centenario proprio in concomitanza con l’inizio dei – tanto attesi dai commercianti – saldi estivi? Io non so rispondere; ma non dubito che qualcuno, più intelligente di me, conosca le risposte.

27 luglio 2018 – © riproduzione riservata
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