La saggezza e l’ironia di Antonio (Ettore Spatola, 13/03/2015)

Antonio Boninfante è volato verso il cielo. In vita è stato per molti un punto di riferimento, un perno, un insieme di saggezza ed ironia. Parlare con lui ispirava, apriva la mente. Eppure non riusciva mai a chiudere una frase senza quella velata ironia che lo contraddistingueva, un’ironia mai offensiva, ma sottile, capace di strapparti un sorriso, mai celato di fronte a lui che soffriva senza farlo pesare. Mai una lamentela, mai un pretesto per piagnucolare, il signor Antonio ha deciso di andarsene in silenzio, in punta di piedi, senza infastidire, quasi con passo felpato, per rifugiarsi in un cantuccio di paradiso. Non aveva idea di quale vuoto avrebbe lasciato tra di noi che lo hanno ritenuto un pezzo di cuore, una certezza di vita. Degli ultimi anni in cui combatteva in silenzio contro il dolore, rimarrà vivida l’immagine del suo viso stanco, di quel sorriso abbozzato celato dalla barba bianca sempre curata, gli occhi vispi, ed il saper essere lì per un confronto o un bonario rimprovero. Lo voglio immaginare, rubando le parole al figlio Fabio, seduto su una nuvola con il suo sigaro, a ridere di noi che quaggiù non ci rassegniamo alla certezza di non averlo più fisicamente accanto.

Ettore Spatola

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