La risposta di Francesco Bonito


Qualcuno attendeva fiducioso l’esito dell’audizione davanti alla commissione ambiente della Regione Campania della delegazione battipagliese. A Napoli sono andati la sindaca, alcuni consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, dei rappresentanti del comitato che si oppone al nuovo impianto di compostaggio, esponenti di associazioni ambientaliste, imprenditori agricoli, politici e altri. La squadra era legittimata a perorare la causa battipagliese, anche se al suo interno competenze e responsabilità nella vicenda erano variegate. La risposta ricevuta dai nostri delegati è sintetizzata nella foto in copertina. Il nuovo impianto di compostaggio all’interno dello stir di Battipaglia quasi sicuramente si farà. Lo “zucchero” per far andar giù la “pillola” è rappresentato da una serie di promesse mirabolanti e di impegni vaghi, relativi a future bonifiche delle discariche presenti sul territorio, a controlli severi (i controlli, nelle promesse, sono sempre “severi”), a generosi interventi per migliorare la viabilità (nuova uscita autostradale Battipaglia sud; oppure est?). Tutto come prevedibile e ampiamente previsto dai meno ingenui.
D’altro canto, anche se non in questa audizione, Battipaglia non ha brillato per coerenza agli occhi dei vertici regionali: prima ci siamo candidati a ospitare l’impianto, poi rinnovato la disponibilità, poi partecipato a riunioni operative dando il nulla-osta, poi abbiamo fatto finta di non sapere, infine ci siamo distratti e abbiamo tardato a fare opposizione. Avranno pensato che siamo troppo volubili oppure troppo fessi.
Ma quello che ha deluso di più è stata la latitanza, rispetto alla vertenza rifiuti, dei nostri big. Se non un’assunzione di responsabilità, almeno un po’ d’impegno ce lo saremmo aspettati dai maggiorenti della politica locale, quelli che sono stati i protagonisti delle scelte e delle omissioni che hanno consentito la pattumiera battipagliese. Ex sindaci, ex parlamentari, ex capi locali di partito che hanno rappresentato Battipaglia a vari livelli, invece, sono rimasti in silenzio, defilati, quasi a voler far dimenticare la loro esistenza. Non uno che abbia sollecitato i propri autorevoli referenti napoletani o romani per tentare l’unica via praticabile per tutelare la città: quella politica. Eppure, per anni, gli stessi hanno sciorinato relazioni salde e proficue con ministri, segretari di partito, sottosegretari, presidenti e consiglieri regionali.
Tutto vano: quelli che “portavano” i voti al sottosegretario Cosentino o ad altri sono rimasti inermi, nell’ombra. Anche chi ha militato in una decina di partiti, o chi fu “incoronato” da leader nazionali, o chi frequenta le segreterie romane: nessuno ha voluto o saputo difendere Battipaglia. Eppure, nelle passate campagne elettorali, si sono sempre spesi fino allo stremo per il signore di turno, da buoni vassalli. Ma i servigi resi, evidentemente, sono stati già ampiamente ripagati in altro modo.     

20 ottobre 2017 – © Riproduzione riservata
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