La prima cosa bella

Telecamere accese e videosorveglianza attiva: Francese e i suoi sono riusciti dove altri avevano fallito. Come hanno fatto ce lo racconta uno degli artefici di questa “impresa”, il vicesindaco Stefano Romano 

Per più di un decennio sono state una presenza discreta, tanto da far dubitare della loro esistenza. Si sapeva che c’erano perché erano state pagate e, soprattutto, da Liguori in poi, tutti i sindaci (compreso i tre commissari straordinari) ne annunciavano trionfalmente l’imminente entrata in funzione. Parlo delle telecamere e del relativo sistema di videosorveglianza comunale. Una vicenda che ha sfiorato il ridicolo e che il nostro giornale ha messo in prima pagina più volte, denunciando la grottesca situazione fin dal lontano 2010. 
Oggi, finalmente, possiamo pubblicare la notizia che tutti i battipagliesi attendevano da anni: la videosorveglianza è attiva, le telecamere ci sono e funzionano. Battipaglia da qualche giorno è “coperta” dall’occhio vigile di una trentina di telecamere che inviano le immagini 24 ore al giorno a due sale operative: la prima presso la caserma dei Carabinieri, la seconda presso il comando della Polizia municipale.

Per celebrare degnamente questo evento e per rendere merito a chi è riuscito nell’impresa, abbiamo sentito telefonicamente il vicesindaco Stefano Romano che, con la signorile disponibilità che lo contraddistingue, ha voluto condividere con i nostri lettori interessanti informazioni sul servizio di videosorveglianza. «Il Comune ha acquistato ventisei nuove telecamere che, sommate alle quattro già installate, porta a trenta il numero complessivo di occhi elettronici che sorvegliano la città. Ovviamente, tutte le telecamere sono collegate via fibra ottica alle sale controllo e sono monitorate dai Carabinieri e dalla Polizia locale».  Dal tono della voce si intuisce la legittima soddisfazione del vicesindaco, che non dimentica di citare il suo predecessore Ugo Tozzi, che nel 2016 diede il primo impulso nella giusta direzione. Sappiamo che l’iter è stato lungo, ma evidentemente la giunta Francese non ha gettato la spugna; Romano ce lo conferma: «È stato un lavoro di squadra: senza la volontà della sindaca Francese e la caparbietà della dirigente degli affari generali Caterina Iorio non ce l’avremmo fatta – si schermisce l’avvocato –  Siamo particolarmente soddisfatti di aver implementato il servizio con una spesa ragionevole (si parla di circa 40mila euro, ndr), ottenendo anche la manutenzione per due anni, garantita da Fastweb. E poi, la convenzione con la locale Compagnia dei Carabinieri, a cui vengono inviate le immagini, ci fa ben sperare che le telecamere possano consentire degli arresti in flagranza di reato».
Prevenzione e repressione, quindi. La videosorveglianza dovrebbe fungere da deterrente rispetto a furti, aggressioni e atti vandalici, e al tempo stesso fornire agli inquirenti preziose immagini per individuare gli autori del crimine. Non è così? 
«Certo. Proprio per questo abbiamo in previsione di potenziare il servizio con altre otto telecamere: cinque in grado di leggere le targhe delle automobili, e tre orientabili a 360°, teleguidate da un operatore. Stiamo interloquendo con la Camera di Commercio di Salerno per ottenere dei fondi per fare questi ulteriori acquisti». 
Chi potrà osservare le immagini e per quanto tempo saranno conservate? «I Carabinieri hanno una sala operativa che segue h24 i monitor collegati alla rete di telecamere; ma anche la nostra Polizia municipale ha accesso alle immagini. Le riprese vengono “conservate” per circa due settimane, a disposizione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria».
Assessore Romano (ricordiamo che il vicesindaco ha la delega alla Legalità, ndr), siete riusciti dove altri hanno fallito… 
«Non mi interessano le medaglie: questo risultato è il frutto di un impegno che ritengo doveroso per chi ha l’onore e l’onere di amministrare la propria città. Su questo come su altri obiettivi stiamo lavorando con grande determinazione».
Avvocato, a questo punto mi permetta una provocazione: le faccio i complimenti per l’operazione Grande Fratello, ma per molti questa è la prima cosa bella in tre anni di governo Francese. «Questa non è una provocazione, ma una cattiveria! Abbiamo ottenuto altri importanti risultati, anche se ovviamente si può fare sempre meglio. E si deve. I battipagliesi raccoglieranno presto i frutti del nostro impegno sul fronte del risanamento finanziario. I cittadini non immaginano quanto sia stato difficile ridurre drasticamente il deficit. Azzerare i debiti del Comune, questa è la vera impresa che possiamo compiere.
E sarà un risultato che consentirà alla città di ripartire».
È convinto Stefano Romano, la sua voce al telefono appare ferma, esprime soddisfazione, non trionfalismo o desiderio di rivalsa. Sembra consapevole di compiere il suo dovere, nulla di più, nulla di meno. Non vorrei, ma in chiusura di intervista devo fargli un’ultima sgradevole domanda. Avvocato Romano, i soliti ben informati preconizzano a breve un rimpasto in giunta; pare che altri ambiscano alla carica di vicesindaco e che perciò lei potrebbe essere invitato a fare un passo indietro. Conferma o smentisce? «Non mi interessano le indiscrezioni e non sono abituato a commentare i pettegolezzi».
Come dargli torto! La sua risposta misura il suo spessore; e quello degli altri.

Francesco Bonito

12 luglio 2019 – © Riproduzione riservata

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