La Piana di Battipaglia di Alessandro Di Muro (Università della Basilicata)

Maurizo De Filitto, in un agile e fluente volume dal titolo La Piana di Battipaglia. Un viaggio attraverso i luoghi rurali, tra nobili e gente comune, analizza con autentica passione civile e con il piglio dello studioso maturo, la documentazione superstite, che del territorio di Battipaglia conserva i caratteri originari, e ne coglie, in una visione integrata, i valori profondi, il senso dei legami sociali e dell’appartenenza. Il risultato è un libro notevole perché consente di gustare una densa testimonianza di saggezza popolare, di modi di vita, di tradizioni, di slanci che stigmatizzano il vissuto di una comunita e dilatano il tempo storico saldando passato e presente.

Il viaggio di Maurizio De Filitto ha come filo conduttore la vicenda delle varie contrade della Piana, dando voce ai ‘dimenticati della storia’ a quanti con il duro lavoro che la terra esige, riuscirono nei secoli a costruire paesaggi di mirabile bellezza ed equilibrio, combattendo uno scontro a tratti epico contro una Natura che non di rado si rivelava matrigna, tra corsi d’acqua inquieti, acquitrini portatori di miasmi mortiferi, selve impenetrabili. L’autore dedica una lunga riflessione all’enumerazione certosina delle famiglie che segnarono la vicenda di queste terre, tracciando dinamiche commerciali e suggestioni culturali.

Quella di De Filitto è un’operazione di scavo in superficie per cogliere la profondità dei tempi, la formazione del microcosmo-piana come appare oggi ai nostri occhi, e raccontarla con semplicità; una ricostruzione di maniera, fatta per frammenti che si intrecciano e imbastiscono una sorta di storia universale di ambito locale, dalle origini ai nostri giorni, condotta con passione civile per testimoniare il senso di appartenenza e ricercarne l’identità.

Ragioni sufficienti, queste, che hanno spinto Maurizio De Filitto verso questa avventura editoriale: una faticosa e laboriosa ricerca condotta parte sulla rilettura della storiografia locale parte sulle fonti dirette, ricercate anche in archivi lontani. Una storia di uomini e di territorio di lungo periodo che ripropone l’annosa questione del modo di fare storia, disponendo, in questo caso, degli strumenti dell’umiltà e della passione. Quest’opera, quindi, si pone come utile approccio alla lettura di complesse questioni di storia locale. E il maggior talento consiste nella notevole documentazione consultata che consente di ricostruire uno spaccato di vicende, le più significative, che hanno scandito la storia della pianura di Battipaglia.

Bisogna essere davvero grati a Maurizio De Filitto per quest’opera davvero unica nel suo genere. E tra gli elementi di pregio del libro, anzi il peculiare, vi è il sontuoso apparato iconografico che costituisce uno scrigno con pochi confronti nel panorama delle microstorie rurali del Mezzogiorno: carte geografiche rarissime, stralci di mappe che si credevano perdute per sempre, foto recuperate alla fruizione collettiva che descrivono in maniera vivida usi, costumanze, quotidianità, momenti di festa e così via.

26 ottobre 2018 – © riproduzione riservata
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