La lezione degli studenti

Dopo il sit-in davanti all’ex Stir, le iniziative di protesta più eclatanti sono state quelle  volute dagli studenti del liceo scientifico Medi e del liceo classico di Eboli

La città non era così in fermento da molto tempo. L’attenzione dei cittadini è altissima sul tema rifiuti: ex Stir, impianto di compostaggio di Eboli, roghi tossici e tutto quanto riguardi la spazzatura riversata sul nostro territorio, sono i bersagli della protesta dei battipagliesi.
I cittadini sono esasperati. C’è chi scende in piazza, chi prepara le valigie per andar via, chi si sfoga sui social. Ci sono persino quelli che accusano chi protesta di essere politicamente schierato. Come se reclamare ad alta voce la tutela della propria salute significhi essere politicamente schierato. Forse gli autori di tutto questo – chiunque essi siano – stanno vincendo la battaglia più silenziosa ma più pericolosa: quella di innescare una guerra tra cittadini per sviare l’attenzione dal vero problema. Ma questa è un’altra storia.
Quello che spaventa di più i responsabili di questa drammatica vicenda è la reazione forte di giovani e studenti, che sono i veri trascinatori dell’opinione pubblica locale. Con un susseguirsi instancabile di iniziative e manifestazioni, si sono posti l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul problema, di non far abbassare la guardia nel giro di poche settimane. 
In seguito all’ultimo rogo dello scorso 12 settembre, la prima risposta è arrivata dai ragazzi del liceo classico artistico e musicale di Eboli: all’indomani dell’accaduto, procurando mascherine antismog per tutti gli studenti e distribuendole in orario di ingresso, le hanno indossate per tutta la giornata di venerdì, per dare un forte segnale del pericolo incombente: respirare aria intrisa di diossina ed altri veleni.
Subito dopo, nella giornata di lunedì 16, è stata la volta degli studenti del liceo scientifico Medi di Battipaglia che hanno promosso una manifestazione composta e pacifica. Dapprima, seduti a terra davanti l’entrata della propria scuola, poi spostandosi in piazza Aldo Moro, di fronte la Casa Comunale, hanno attirato l’attenzione dei cittadini che, nel corso della giornata, si sono uniti alla loro protesta. Contestualmente, gli stessi studenti del Medi, hanno ripulito le strade interessate dalla manifestazione. Un segnale molto forte: la protesta è accompagnata da un gesto concreto e simbolico al tempo stesso, non solo slogan. La spazzatura raccolta è stata adagiata davanti al portone del Comune, con su scritto “Non bruciate anche questa!”.
Il mercoledì seguente, l’auditorium del liceo classico di Eboli ha ospitato un’assemblea straordinaria proprio sul tema, alla quale sono stati invitati tutti i rappresentanti degli studenti delle scuole superiori di Battipaglia, Eboli e Bellizzi, in seno alla quale è stato creato un coordinamento tra le scuole stesse sotto l’hashtag #NOINONCIARRENDIAMO, che darà vita a delle manifestazioni unitarie nelle prossime settimane. Coordinamento che è proseguito lunedì 23, stavolta presso l’istituto Besta-Gloriosi di Battipaglia, che ha indetto un’assemblea sul tema, a cui è stato invitato l’ingegner Alfredo Vicinanza, consulente tecnico del Comitato Battipaglia dice No.
Come recita il comunicato stampa che gli studenti del “Perito” hanno diffuso in seguito alla loro manifestazione, “questa volta i giovani sono arrabbiati, e non staranno a guardare”. 
L’appello è rivolto ai cittadini “adulti”: abbiamo bisogno di voi, del vostro sostegno, del vostro coraggio. Facebook non basta per difendere la nostra terra. Serve la vostra presenza. Come scriveva Cesare Pavese, “Un paese ci vuole, non fosse altro che per il gusto di andarsene via”; e prima del diritto di andare via da qui, pretendiamo soprattutto il diritto di rimanerci.  Continua Pavese: “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. La terra ce la stanno togliendo. Le piante pure. Le persone, sarà il prossimo passo. Restiamo. Combattiamo. Aiutiamoci. Adesso tocca a noi salvarci.

Romano Carabotta

28 settembre 2019 – © Riproduzione riservata

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