La Bardana, l’amica della pelle di Simona Otranto

“Se la vecchiaia vuoi tener lontana, fatti amiche cicoria e bardana”.
Così recita un vecchio detto popolare.
La Bardana, (Arctium lappa L.), conosciuta dai nostri nonni anche come lappola, è una pianta infestante, abbondantemente diffusa nelle nostre zone , dalle larghe foglie e dal caratteristico e delicato fiore rosa-violaceo. Si utilizza sia a scopo alimentare (le foglie) che medicinale (le radici).

CURIOSITÁ
Il nome Arctium in greco vuol dire orso. Probabilmente si fa riferimento alla villosità e all’aspetto ispido della pianta. Il nome della specie potrebbe derivare invece dal celtico: llap che in questa lingua vuol dire mano. Infatti il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosa gli passi vicino.
Oppure dal greco: labein (attaccarsi), riferendosi sempre al fatto che il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali. Plinio il Vecchio ci racconta che le foglie, per la loro ampiezza, venivano utilizzate spesso  come cappelli dagli affannati lavoratori, quando d’estate mietevano o trebbiavano sotto l’ardente canicola.

ROPRIETÁ
La Bardana, pianta umilissima, vanta proprietà molto interessanti: ha non solo azione diuretica e depurativa generale ma ha anche azione stimolante sul fegato e sulla cistifellea, nonché la proprietà di diminuire il tasso di zuccheri nel sangue. Sotto quest’ultimo aspetto, la bardana può essere usata come coadiuvante nelle terapie convenzionali dalle persone affette da diabete.
Nonostante queste dimostrate proprietà, la più nota applicazione della pianta, in campo fitoterapico, è quella contro alcune affezioni della pelle quali acne e foruncolosi, seborrea, eczemi, varici. La Bardana infatti è utilizzata dalla notte dei tempi per la bellezza e la cura della pelli problematiche, untuose, seborroiche, con brufoli e imperfezioni dovute all’eccessiva produzione di sebo. Pestata e impiastrata mitiga inoltre i dolori dei legamenti e delle giunture (come già affermava Dioscoride nel I sec d.C.). Oggi è largamente utilizzata nella maggior parte delle creme e preparazioni cosmetiche naturali sebo-equilibranti insieme ad un’altra efficacissima panacea che ci ha donato la natura: l’argilla.

USO INTERNO
È possibile utilizzarla come diuretico e depurativo sotto forma di decotto delle radici, di tintura madre, o di estratto secco.

USO ESTERNO
Per acne, foruncolosi, eczemi, varici oltre alle preparazioni commerciali si può utilizzare, come tonico, in modo più che efficace, una soluzione ottenuta dalla decozione di 10 grammi di radici in 100ml d’acqua per dieci minuti.
Fare lavaggi e applicare garze imbevute sulle parti interessate per almeno quindici minuti al giorno. Il trattamento deve essere ripetuto quotidianamente. I miglioramenti saranno visibili già dopo poche applicazioni.

RICETTARIO
Tisane depurative della pelle.
Bardana 25g,
Tarassaco 25g,
Ortica 25g,
Betulla 25g


Tarassaco 20g,
Bardana 20g,
Salsapariglia 20g,
Cicoria 20g,
Liquirizia 10g,
Menta piperita 10g

Per le pelli spente, lucide, acneiche, che presentano brufoletti (anche sotto pelle) in particolare nell’età dell’adolescenza, utilizzare un cucchiaio di una delle due miscele in 300 ml d’acqua fredda. Portare ad ebollizione per dieci minuti a fuoco lento, filtrare e bere a stomaco vuoto per quattro settimane.

28 settembre 2018 – © riproduzione riservata
Facebooktwittergoogle_plusmail