Iperico, l’erba di san Giovanni di Simona Otranto

Hypericum perforatum è una pianta spontanea perenne che fiorisce da giugno ad agosto lungo i bordi delle strade, dei sentieri e nei campi abbandonati e soleggiati. Si tratta dei caratteristici fiorellini gialli picchiettati di rosso.

LA LEGGENDA
La tradizione vuole che questa pianta venga raccolta nella notte tra il 23 e il 24 giugno, giorno in cui si festeggia San Giovanni: si tratta della notte dei prodigi, dei rituali d’amore, delle streghe. È una delle piante che compongono la famosa acqua di San Giovanni.  Si narra che l’Iperico sia germogliato dalle gocce di sangue fuoriuscite in seguito alla decapitazione del Santo. Tant’è che basta strofinare i petali del fiore tra le dita per macchiarsi di rosso

CURIOSITÁ
“Scrivono alcuni essere l’iperico tanto in odio ai diavoli, che abbruciandosi, e facendosi fomento con esso nelle case, ove si sentono, subito se ne portano via, e perciò è chiamato da alcuni  Cacciadiavoli, o vero Fugademoni”: è quel che si legge nel Discorsi di Pietro Andrea Mattioli, umanista e medico del ‘500. Cacciadiavoli o fugademoni, per la dote di allontanare gli spiriti maligni.

PROPRIETÁ
L’iperico è una pianta amaro-aromatica e balsamica, dalle proprietà aromatizzanti, digestive, antispasmodiche, ipotensive, astringenti, antinfiammatorie e cicatrizzanti. Questa pianta ha destato molto interesse negli ultimi anni, tanto da finire al centro di numerosi studi scientifici: è stata riconosciuta utile nel trattamento della depressione leggera e moderata.
Tra  i suoi principi attivi, agli oli essenziali, ci sono flavonoidi, tannini acido clorogenico e caffeico, ipericina. Questa pianta, in dosi opportune, viene impiegata nel settore liquoristico, per le sue interessanti proprietà aromatiche e digestive. Per uso interno è utile come antispasmodico e ipotensivo. Tradizionalmente la pianta è utilizzata soprattutto per la preparazione dell’oleolito d’iperico, dal caratteristico colore rosso sangue,  un rimedio efficace contro numerosi problemi della pelle.
In particolare veniva e viene ancora adoperato efficacemente  contro eritemi e scottature solari, come cicatrizzante e antinfiammatorio su ferite, piaghe e ustioni. Agevola i processi di riparazione del tessuto epiteliale leso esercitando nel contempo anche una forte attività protettiva e soprattutto lenitiva sul dolore e sull’infiammazione in atto.
L’oleolito d’iperico è un valido rimedio come decongestionante delle infiammazioni emorroidali esterne, ed è utile nel trattamento della psoriasi. Nel settore cosmetico si usa come protettore dai raggi solari, astringente per pelli arrossate e delicate, tonificante per pelli stanche.
Non sono segnalati effetti tossici particolari, ma la droga, per uso interno, deve essere utilizzata con estrema cautela in quanto, essendo un attivatore enzimatico, interagisce con altri medicinali come antidepressivi, cardiotonici e ed anticoncezionali. Forte l’azione fotosensibilizzante, dovuta all’ipericina, peraltro rilevata solo negli erbivori.

Ricetta per la preparazione dell’olio d’Iperico
Occorrono circa trenta grammi di sommità fiorite fresche per ogni 100ml d’olio, generalmente d’oliva. Per garantirne una conservazione più lunga si aggiungono 10 grammi di vino bianco. Va lasciato al sole dai 20 ai 40 giorni, in un contenitore di vetro. Bisogna agitare di tanto in tanto.
Per chi ci crede, il tutto deve essere preparato il 24 giugno, giorno dedicato alla celebrazione  di San Giovanni.

22 giugno 2018 – © riproduzione riservata
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