Io non ho paura

L’abbiamo detto in campagna elettorale. L’ho ribadito alla fine del mio intervento nella seduta inaugurale del consiglio comunale il 13 luglio scorso. Noi non abbiamo paura. Non abbiamo paura delle responsabilità che ci siamo assunti con le elezioni amministrative di giugno. Sapevamo delle difficoltà a cui andavamo incontro. Battipaglia è una città complessa e sfortunata. Abbiamo ereditato problemi ormai cronici, un indebitamento stratosferico che non ci consente di mettere subito in campo molte delle idee guida dell’Amministrazione. Il tessuto sociale si è andato via via disgregando, di pari passo con la diminuzione del senso della cosa pubblica, della comunità, a favore di un sentimento sempre più individualista, alla ricerca di un benessere privato e non collettivo. Per non parlare del clima di veleni che da due decenni pervade la vita politica locale. Clima di veleni creato ad arte per favorire pochi personaggi a scapito di un progetto globale di sviluppo per l’intera città, con l’intento di condizionare la vita sociale e politica. Da ultimo lo squallido attacco nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Tirando in ballo addirittura persone morte da trent’anni. Mio fratello Ezio Maria Longo, mio maestro di vita, da cui ho ereditato la passione per la politica e il rispetto per le istituzioni e i cittadini, l’importanza di trasmettere il buon nome. Ancora oggi viene ricordato, anche dai suoi avversari politici, come un esempio di uomo, politico e professionista. Tirato maldestramente in ballo da personaggi che invece utilizzano la politica come un ring. Mi è stato detto che la mia carriera politica e non solo la devo al nome che porto e a mio fratello. Ne sono contento. Mio fratello brillava di tanta luce che se ne possono nutrire altre generazioni. Brillo di una luce che ancora oggi teme chi altro non sa emanare che squallore e miseria e che, come un buco nero, stritola correttezza, lealtà, decoro e rispetto. Mio padre e mio fratello, che spesso rispondevano agli attacchi politici con l’ironia, avrebbero declamato in questo caso un verso di Trilussa. “La lumachella della vanagloria che era strisciata sopra un obelisco guardò la bava e disse: già capisco che lascerò un’impronta nella storia”.
Personalmente cercherò di non perdere mai l’umanità e di riportare il ragionamento sempre sul piano squisitamente politico. Come è successo per il riconoscimento dell’area di crisi industriale. Un successo della Sindaca e dell’Amministrazione che, chiamando a raccolta tutti gli attori della politica e delle istituzioni nazionali, regionali e locali, hanno ottenuto un risultato straordinario, con concrete speranze di nuove prospettive di sviluppo per la nostra comunità. Siamo stati eletti per questo.
Colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente le tantissime persone che hanno voluto, pubblicamente e privatamente, offrirmi la loro solidarietà. È importante non sentirsi soli, non tanto per la mia persona, quanto per tutti coloro che non vogliono chinare la schiena davanti all’arroganza e alla prepotenza del potere.

Dott. Valerio Longo
(capogruppo consiliare Forza Italia)

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