Incompresi

Può capitare di essere incompresi, in tutti i campi: nelle professioni, nell’arte, nello sport. Succede anche a chi si spende al meglio delle proprie possibilità, capita anche a chi agisce bene e per il bene. Potrebbe essere questo il caso degli amministratori del Comune di Battipaglia; persone con ruoli, responsabilità e capacità differenti, ma che rispondono tutte a un leader: il sindaco. Per cui, per brevità, parleremo di Cecilia Francese, ma ci riferiamo anche a tutto il gruppo dirigente: gli assessori, i consiglieri comunali e i funzionari dell’ente che quotidianamente amministrano la nostra città. 
A Francese e i suoi bisogna riconoscere un impegno instancabile, certamente dettato da profonde motivazioni. Diversi i risultati tangibili dell’azione di governo in questi quattro anni: non spetta a chi scrive elencarli, ci penseranno gli spin doctor della sindaca a valorizzarli nei prossimi mesi, man mano che si avvicinerà la data del voto. A conferma di quanto affermiamo c’è un discreto numero di aficionados che sostiene e difende a spada tratta la Cecilia con la fascia tricolore: non saranno tutti visionari! Certo è finita da un pezzo la luna di miele tra i battipagliesi e la sindaca, ma ancora non ci sono i preoccupanti segnali prodromici della separazione. 
Nonostante questa discreta popolarità, negli ultimi tempi Francese & Co. sono costretti all’angolo a causa di alcune decisioni che non sembrano incontrare il consenso dei cittadini. Non parlo della spinosa questione rifiuti/miasmi, mi riferisco a situazioni meno drammatiche ma ugualmente perniciose che hanno irritato la maggioranza dell’opinione pubblica, o la minoranza meno silenziosa, che dir si voglia. Le due foto in copertina le ricordano ai lettori: la chiusura della scuola Fiorentino (dichiarata poco sicura insieme alla scuola Giancarlo Siani due anni fa) e l’istituzione di una mini area pedonale in via Matteotti. Gli oppositori, non un agguerrito gruppetto di Tupamaros ma una discreta fetta dell’opinione pubblica, rimproverano agli amministratori di aver commesso due marchiani errori. Il primo: la scelta di “evidenziare” l’inagibilità dei due plessi scolastici al fine di ottenere soldi dalla Regione per ricostruirli entro due-tre anni e riconsegnare alla città due scuole nuove, moderne e sicure. Farlo è costato sacrifici alle famiglie degli alunni “deportati” altrove e ha inferto un durissimo colpo alla vitalità economica di un intero quartiere. Oggi, dopo due anni, Cecilia Francese ha ottenuto sulla carta i fondi e ha il progetto esecutivo; tutto molto bene, sulla carta. Nel frattempo l’emergenza legata alla pandemia ha imposto la necessità di trovare aule, che ci sarebbero già (proprio quelle delle due scuole chiuse) e si potrebbero rendere fruibili usando i finanziamenti statali post Covid, dicono gli oppositori e molti abitanti del quartiere Sant’Anna. 
Anche la chiusura al traffico di via Matteotti ha scontentato molti. Non abbiamo lo spazio per approfondire ma sono evidenti le ragioni del malcontento, basta farsi “un giro” sui social o per strada per averne conferma. 
Un giorno si capirà se le decisioni prese sono straordinarie intuizioni di amministratori incompresi oppure due errori di valutazione. La speranza è che il tempo dia ragione a chi ha deciso così; l’augurio è che se gli incompresi dovessero accorgersi di aver sbagliato trovino il coraggio di tornare indietro.

Francesco Bonito

11 luglio 2020 – © Riproduzione riservata

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