Il Duomo di Amalfi

Proseguendo il nostro viaggio alla scoperta delle eccellenze campane, questa volta ci piacerebbe parlarvi di Amalfi e del suo bellissimo Duomo, raggiungibili da Battipaglia in auto o in pullman, e perchè no, magari anche in traghetto, facendo una breve sosta a Salerno.
Il Duomo di Amalfi, situato nella piazza principale della città, è un complesso architettonico costituito da due basiliche comunicanti, (una risalente al IX secolo, dedicata alla Vergine Assunta; l’altra al X secolo, fatta costruire dal duca Mansone I nel 987, quando Amalfi divenne sede arcivescovile, e dedicata a sant’Andrea apostolo), da una cripta, dalla scalea, dal campanile e dal Chiostro del Paradiso.
Esso si presenta, quindi, come una duplice cattedrale la quale, sia da un punto di vista architettonico-strutturale, che da quello artistico, ha molte analogie con le moschee arabe (formate, di solito, da due ambienti distinti: una sala di preghiere coperta e da un cortile all’aperto, che ricordano la pianta originale della casa di Maometto).
La Cattedrale di Amalfi fu edificata in una posizione strategica su un pianoro rialzato a circa venti metri sul livello del mare, composto da una pomice vulcanica particolarmente dura e compatta, che viene detta in dialetto locale “torece”. 
Il Duomo di Amalfi, nel corso dei secoli, ha subito numerosi rifacimenti che l’hanno reso il magnifico ed imponente edificio odierno, visitato ogni anno da milioni di turisti. 
La facciata del Duomo, risalente al XIX secolo e progettata dall’architetto milanese Errico Alvino, è neomoresca con archi intrecciati, poggianti su colonne in marmo bianco e pareti interne costituite da grossi blocchi di tufo bicromi. Uno degli elementi artistici di maggior valore è la porta di bronzo, al centro dell’atrio, realizzata a Costantinopoli per volere di un ricco mercante amalfitano. La porta presenta quattro figure ageminate in argento, raffiguranti Cristo, la Vergine, sant’Andrea e san Pietro.
L’interno della cattedrale presenta ancora qualche traccia della struttura originaria (nonostante i rifacimenti in stile barocco) ed ha una pianta basilicale con transetto e abside, rivestiti di marmi commessi (dal latino committere ossia congiungere) e cioè assemblati uno vicino all’altro, sino a ottenere cromatismi di particolare effetto, simile ad un dipinto. Ed è divisa in tre navate: una principale e due secondarie, lungo le cui pareti laterali si aprono dieci cappelle che contengono non solo tele risalenti al Seicento e al Settecento, ma anche sculture in marmo e in legno risalenti a varie epoche.
La cripta fu edificata sulla tomba del santo patrono, ed è adornata da bellissimi affreschi, tra i quali spicca L’arrivo del corpo di sant’Andrea nella cattedrale di Amalfi
Infine, c’è il Chiostro del Paradiso, anche esso in stile arabo, che fungeva da cimitero per i nobili. Al suo interno ci sono diversi affreschi, come quello che raffigura la Crocifissione, di scuola giottesca.

Eliana Ferraioli

3 maggio 2019 – © Riproduzione riservata

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