Il Diwali, il festival delle luci di Eugenio Mastrovito


Candele, lampade a olio e spettacoli pirotecnici per festeggiare il Diwali, il festival delle luci, che sarà celebrato il prossimo 7 novembre in tutto il mondo dalle diverse comunità induiste e sikh, oltre che dai giainisti.

Seppur con derivazioni simboliche differenti, il significato ultimo che accomuna le celebrazioni di tutte le diverse comunità religiose è la celebrazione della vittoria del bene sul male, della luce sulle tenebre e, più semplicemente, un modo per rinsaldare i rapporti con familiari e amici. Un evento che offre un trionfo gioioso di colori attraverso le istallazioni luminose e i mosaici di polveri colorate disseminati davanti le case dei quartieri indiani.

La leggenda indù più popolare associata a questa festività è il ritorno vittorioso del re Rama, settima incarnazione del dio Vishnù, nella città di Ayodhya, dopo 14 anni di esilio in una foresta. Il sovrano fu accolto dal suo popolo con file (‘avali’) di lampade (‘diyas’), episodio mitico da cui trae origine il nome della ricorrenza. Un aneddoto che ogni anno, da millenni, rivive nella miriade di luci che per cinque giorni consecutivi popolano le notti indiane.

È durante il Diwali che gli induisti si bagnano nel loro fiume sacro, il Gange, in segno di purificazione. Si cospargono di oli profumati, indossano vestiti nuovi e gioielli preziosi, offrendoli e scambiandoseli tra di loro. La pulizia riguarda anche la casa: solo dopo aver acquistato nuovi utensili, averla lustrata a fondo e averla decorata con gli splendidi disegni colorati chiamati rangoli, gli indù possono ritrovarsi con amici e parenti per festeggiare. Durante la celebrazione pregano, accendono candele e si scambiano regali.

Le comunità sikh storicamente celebrarono il Diwali insieme agli indù, confermando il richiamo del Guru Amar Das che lo elencava esplicitamente, insieme al Vaisakhi, tra le festività religiose del sikhismo. Verso la fine del XX secolo, i leader religiosi sikh decisero di connotare questo giorno con un ulteriore significato, facendo coincidere le celebrazioni del Diwali con quelle del Bandi Chhor Divas – Giorno della liberazione. A differenza del festival indù di Diwali, il cui significato è basato sui testi e le scritture dell’induismo, Bandi Chhor Divas celebra un evento storico, quello del ritorno del Guru Har Gobind nella città santa di Amritsar, dopo aver liberato 52 principi indù imprigionati dall’imperatore moghul Jahangir nella prigione di Gwalior.

Il Bandi Chhor Divas è celebrato in modo simile al Diwali, con fuochi d’artificio, canti popolari, e preghiere devozionali nei templi, che si vestono a festa con luci e drappi preziosi. Le famiglie si riuniscono e si scambiano doni, cibi prelibati, cantando e ballando al ritmo serrato del Bhangra.

Anche il Gurdwara Sangat Sabha di Battipaglia ospiterà i festeggiamenti della comunità sikh presso la sede del tempio, in viale Inghilterra, il 7 novembre dalle ore 19.30, estendendo l’invito, come di consuetudine, alle altre comunità religiose della città, alle associazioni, alla cittadinanza. Un’occasione per aprirsi ancora una volta al territorio, per incoraggiare momenti di incontro e di scambio culturale e religioso, e per sottolineare quanto sia fondamentale la dimensione spirituale nella vita delle persone per aprirci al mondo e entrare in contatto con tutti. Siamo tutti invitati!

26 ottobre 2018 – © riproduzione riservata
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