Il condizionale è d’obbligo

A chi gioverebbe l’eventuale scioglimento del consiglio comunale? Tutti dichiarano che, per il bene di Battipaglia, andrebbe evitato l’ennesimo commissariamento, molti si sono scagliati contro i proponenti il ricorso, ma pochi sanno di cosa si parla. [Prima di andare avanti, perciò, vi consiglio di leggere l’articolo di Carmine Landi sul ricorso presentato al Tar dai consiglieri comunali Motta, Vicinanza, Lanaro e Liguori, a pagina 3]. Premetto che non farò una valutazione sull’opportunità politica dell’azione intrapresa né sulla fondatezza giuridica del ricorso, lascio ad altri l’ingrato compito. La mia riflessione è invece volta a capire se l’ipotetico commissariamento e le nuove elezioni possano rappresentare un’opportunità per alcuni protagonisti della scena politica battipagliese. Badate bene, se così fosse, ciò non vorrebbe dire che gli eventuali beneficiati confidino nello scioglimento, bensì solo che, se si rivotasse,  qualcuno potrebbe non dolersene. Ma procediamo con ordine, prendiamo in considerazione cinque nomi: Cecilia Francese, Gerardo Motta, Ugo Tozzi, Fernando Zara e Nicola Oddati. Cinque protagonisti della lunga campagna elettorale che ha preceduto il voto, cinque personaggi diversissimi tra loro: chi promosso, chi bocciato, chi rimandato.

Cecilia FranceseCominciamo dalla vincitrice, la sindaca Cecilia Francese, il bersaglio dell’attacco e la più danneggiata da un eventuale scioglimento; apparentemente. Non sfugge ai più, infatti, che dopo qualche mese di commissariamento, Cecilia tornerebbe più competitiva (sulla carta) di prima, nelle vesti di eroina scelta dal popolo ma pugnalata alle spalle da un’opposizione irresponsabile ed egoista. Potrebbe ottenere un plebiscito che le consentirebbe di governare senza ostacoli e anche di liberarsi di qualche alleato poco leale. Potrebbe.

Gerardo MottaGerardo Motta, chi più di lui potrebbe cantare vittoria? Vedrebbe sconfitti i suoi avversari, appagata la sete di rivalsa nei confronti di chi – a parer suo – ha giocato in maniera sporca per batterlo. E poi potrebbe giocarsi la “bella”, magari organizzando una coalizione con un candidato sindaco meno spigoloso, riproponendo la ricetta risultata vincente con Barlotti nel 2007. Potrebbe.

Ugo TozziUgo Tozzi, dopo la Francese il più soddisfatto del voto: grande affermazione personale e delle liste, acume nel gestire le alleanze, ricompensato politicamente in maniera generosa dalla sindaca. Apparentemente il meno interessato a un voto bis. Eppure, se approfondiamo la valutazione, Tozzi sa bene che Cecilia godrà di una popolarità crescente e, col tempo, matureranno anche le sue competenze politiche e strategiche. Cinque anni a Palazzo di Città potrebbero renderla imbattibile. Tozzi ha capito troppo tardi di potercela fare e ha la legittima ambizione di riprovarci, puntando più in alto: una replica elettorale potrebbe vederlo tra i favoriti, o addirittura vincente. Potrebbe.

Fernando ZaraFernando Zara: da oppositore a sostenitore a oppositore della Francese. Ha capito subito che a ruota di Cecilia era destinato a non finire la corsa e, ormai privo di gregari fidati in grado di portarlo allo sprint, ha deciso di rischiare il tutto per tutto: un incarico o la rottura. Il suo futuro ormai non dipende più solo da lui,  anche perché Cecilia Francese nei confronti dell’ex sindaco ha sfoderato coraggio e risolutezza. Se il consiglio comunale sarà sciolto, Fernando potrebbe giocarsi le ultime carte: ora è all’Isola d’Elba, il sogno è tornare in trionfo a Parigi, ma sa che potrebbe finire a Sant’Elena. Potrebbe.

Nicola OddatiUltimo, ma non meno interessato, Nicola Oddati. L’outsider che avrebbe potuto fare l’impresa. Ha avuto poco tempo per preparare la corsa alla fascia tricolore e ha pagato una serie di errori suoi e dei compagni di cordata. Difficile immaginarlo per cinque anni a pedalare nelle retrovie al servizio del Pd battipagliese, ma un voto nel 2017 potrebbe dargli l’occasione per accreditarsi come candidato di un centrosinistra alternativo alla Francese. Esperto di blitzkrieg, potrebbe colpire e affondare. Potrebbe.

Il condizionale è d’obbligo, è uno scenario immaginario, nessuno se lo augura. Ma potrebbe accadere.

16 settembre 2016 – © Riproduzione riservata
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