Il “battipagliese” Primo Levi

Un singolare episodio che vede protagonista Battipaglia nella vita di Primo Levi. È stato questo lo spunto che ha spinto il librario e bibliografo Giovanni Colucci, il grafico e sociologo Luigi Viscido e ventitré associazioni battipagliesi a mettersi insieme per dare vita ad un progetto di riscoperta culturale. Parliamo di un aneddoto datato 13 dicembre 1943 quando Primo Levi, da poco entrato in una banda partigiana, venne catturato dalle milizie. Dotato di un passaporto falso su cui era indicata Battipaglia come città natale, l’autore torinese vide sfumato il suo tentativo di depistaggio a causa di un vero e proprio colpo di sfortuna: battipagliese era anche il soldato che lo arrestò.
Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto, organizzata lo scorso 14 novembre presso il centro sociale di Battipaglia, Colucci e Viscido hanno raccontato l’aneddoto ripreso da Ferdinando Camon nel suo libro “Conversazioni con Primo Levi”, parlando poi degli step successivi del progetto: «L’episodio del documento falso è stato lo spunto che ha dato vita ai nostri studi – ha sottolineato Giovanni Colucci – Vogliamo infatti scoprire l’identità del soldato, citato dallo stesso Levi anche nel suo racconto “Oro – Il sistema periodico”. La parte inedita della ricerca riguarda proprio questo collegamento, questa sorta di riscatto del soldato descritto nel racconto come molto più umano e pronto a donare coperte a Levi e agli altri prigionieri».
Un episodio che ha suscitato l’interesse del noto storico battipagliese Giovanni De Luna e del Centro Studi Internazionale Primo Levi di Torino. Partner importanti che hanno spinto gli ideatori del progetto ad avanzare tre richieste all’amministrazione comunale di Battipaglia, come ricordato dallo stesso Colucci: «Innanzitutto, dare la cittadinanza onoraria a Levi, un gesto che possa servire anche come riscatto per la città dopo il ruolo iniquo assegnatole dalla storia. Vorremmo poi istituire, per il prossimo 13 dicembre, una giornata dedicata a Primo Levi. E poi vorremmo istituire un Fondo Levi all’interno della biblioteca comunale».
Un compito arduo ma che, ha invece evidenziato Luigi Viscido, potrà essere il primo passo per avviare una fruttuosa collaborazione tra le associazioni culturali cittadine: «Il progetto ha una sua ulteriore forza perché aggrega 23 associazioni e ci spinge a lavorare assieme prendendo un impegno con la cittadinanza per creare un evento che possa ripetersi negli anni. Occorrerà lavorare insieme e gettare le basi per la creazione di eventi anche futuri. L’intervento delle associazioni e il loro contributo ci fa ben sperare per il futuro».

Antonio Abate

21 novembre 2020 – © Riproduzione riservata

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