Gerlando Iorio: Battipaglia ce la farà

Appena concluso il suo incarico, Nero su Bianco ha intervistato il commissario prefettizio Gerlando Iorio, presidente della commissione straordinaria che ha amministrato la città. I risultati raggiunti, le difficoltà, le ostilità: il bilancio soddisfacente di due anni di lavoro a Battipaglia

Francese-IorioDottor Iorio, tracciamo un bilancio del lavoro svolto dalla Commissione a Battipaglia: quali sono stati i risultati più significativi ottenuti in questi due anni?
«È difficile fare una graduatoria. Di sicuro andavano portate a termine una serie di iniziative relative a opere pubbliche e finanziamenti europei. Per il PIU Europa abbiamo approfittato dell’accelerazione della spesa per attingere agli ultimi fondi messi a disposizione dalla Regione. Abbiamo ottenuto la copertura, e quell’opera ci ha consentito anche di mettere mano al sottopasso e alla rotonda di via Barassi. In questo settore abbiamo speso molte energie. Nell’ultima fase, quando si è dovuto rimodulare il programma per adattarlo ai cambiamenti economici, abbiamo cercato di dare un valore aggiuntivo a quell’area, riempiendola di contenuti. Da qui l’idea di destinare proprio lì una struttura all’Inps, con cui abbiamo già stipulato l’intesa. D’altronde l’Inps di Battipaglia serve sessanta comuni: un comprensorio molto vasto. Dall’altro lato, in questo percorso abbiamo coinvolto anche soggetti privati che si occupano di cultura, perché il concessionario mettesse a disposizione un’area per realizzare un teatro, un ampio centro culturale con centri di lettura e sedi editoriali. Ci sono degli accordi privati tra concessionario e soggetti, ma il discorso dovrebbe proseguire, perché tutti, in campagna elettorale, condividevano idee simili. Poi, una soluzione senza precedenti a livello nazionale, sta nell’affidamento della gestione delle attività all’interno dell’ex scuola De Amicis a un comitato tecnico, composto dai dirigenti scolastici degli istituti cittadini, a cui è demandata la programmazione degli eventi culturali. Nell’ex scuola sarà allestita pure una sala cineforum, anche grazie alla famiglia Barlotti che ha donato al Comune una parte delle poltrone del vecchio cinema Garofalo.  Un altro risultato significativo sta nell’aver dimostrato che il Comune può conseguire dei grossissimi risparmi nella gestione della macchina organizzativa, tant’è che negli anni il disavanzo è rimasto abbastanza contenuto. E soprattutto, fra le cose positive, a dispetto dalle voci false circolate in città, noi commissari e lo staff di consulenti provenienti da altre amministrazioni non siamo costati nulla ai battipagliesi, perché siamo stati retribuiti dal Ministero dell’Interno. Anzi, non solo non abbiamo pesato sulle casse comunali ma, grazie a una gestione oculata e ai risparmi ottenuti, abbiamo lasciato – solo relativamente all’anno 2015 – un tesoretto di oltre 200mila euro di fondi ministeriali non spesi. Soldi che potranno essere utilizzati dalla nuova amministrazione».

Quali sono stati, invece, gli obiettivi mancati?
«Non si può pensare di risolvere tutte le questioni sul tavolo, ma, se dovessi sceglierne una, direi il mancato incremento dell’efficienza degli Uffici comunali. Avremmo voluto incidere maggiormente su produttività e organizzazione. Avremmo avuto bisogno del turnover, ma in pre-dissesto non puoi neanche assumere».

E i bocconi più amari mandati giù?
«M’ha lasciato perplesso, in certi casi, qualche tentativo di isolare la commissione straordinaria, trattandola come qualcosa che deve passare. Non ti riconoscono perché sei un soggetto diverso, ed è fisiologico in democrazia, dove i cittadini eleggono i propri rappresentanti. Eppure, in certi casi, questo “non collaboriamo” m’ha un po’ amareggiato. Tuttavia, Il risultato è stato il migliore che si potesse ottenere, perché Battipaglia riesce anche a dare risposte. La risposta dei giovani è stata importante, e pure coraggiosa: non è facile, ad esempio, andarsi a prendere i beni confiscati. Soprattutto i giovani, però, hanno dato il buon esempio».

Qual è la reale situazione finanziaria del Comune?
«C’è stata una risposta importante sotto il profilo del contenimento della spesa. Abbiamo visto che c’è la possibilità di aumentare gli introiti e combattere l’evasione fiscale: ci sono stati degli ottimi risultati, e credo che si possa continuare in questa direzione. Il disavanzo del Comune è pesante, ma non è di quelli clamorosi. Diversi milioni sono legati ai vincoli maggiori imposti dal governo centrale, ma il disavanzo può essere gestito con un’amministrazione oculata, soprattutto ora che la norma ti permette di spalmarlo in trent’anni. Occorre comunque combattere l’evasione e, ahimè, tenere la pressione fiscale a livelli maggiormente sostenuti».

Di rado avete convocato conferenze stampa o rilasciato interviste. S’è pentito di non aver informato meglio la cittadinanza su quanto di buono stavate facendo?
«No. Non si nasce comunicatori predisposti: non ci si improvvisa. Noi siamo dei funzionari, e dobbiamo comunicare delle cose, ma non abbiamo bisogno di un ufficio stampa. Gran parte del nostro programma era negli atti riservati: il resto si è fatto perché la città lo meritava. Noi siamo un soggetto pubblico venuto lì, all’indomani d’uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche, con una certa mission. Come andavamo a discutere di queste cose? C’era la possibilità di essere informati, però autonomamente. Le notizie venivano comunque riportate. Eppure, come al solito, un albero che cade fa più rumore della foresta che cresce. Tantissime cose erano legate comunque a procedure particolari, riservate, e poi non era il nostro campo di confronto. Abbiamo aspettato il premio don Peppe Diana [il dottor Gerlando Iorio ha da pochi mesi ricevuto la menzione speciale per nell’edizione del 2016, ndr] per il riconoscimento. C’erano persone a cui non faceva piacere che si parlasse di queste cose. Anche la stampa non ha accolto con la giusta enfasi certe cose. Volutamente molte cose non sono state sottolineate. Le sottolineeremo nei nostri documenti ufficiali».

Qual è il più importante risultato raggiunto?
«Quanto fatto a proposito di beni confiscati è stato un risultato sorprendente anche per me, perché non è facile avviare quei processi, ed è un’attività di non poco conto in un Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche. Si tratta d’un punto di forza per una città che ha risposto con grande coraggio e senza riserve o timori».

Nelle scorse settimane, la Sindaca ha ricevuto una missiva con un proiettile. Anche voi veniste minacciati con un topo decapitato all’ingresso del municipio. Come commenta quell’avvenimento?
«Fu un episodio che non ci preoccupò allora e non ci ha preoccupato nemmeno dopo. Fu un gesto isolato e non impensierì nemmeno le forze dell’ordine. Dispiace per quello recente, perché una cosa del genere, per quanto sottovalutata, toglie tranquillità. Va condannata anche se fosse uno scherzo, senza alcuna riserva, a maggior ragione dopo tre anni di commissariamento».

Cosa le è piaciuto di più di Battipaglia e dei battipagliesi? Cosa di meno?
«Mi ha colpito il calore della gente: Battipaglia sa accogliere e metterti a tuo agio. E poi è una città che può offrire tantissimo come produzione di eccellenza. All’esterno si conosce poco, ma Battipaglia non è solo mozzarella, e dunque, nonostante la crisi industriale, questa città può ancora dir la sua con questa produzione di qualità. I produttori locali stanno lavorando bene. Paradossalmente, però, se c’è grande accoglienza nei rapporti interpersonali, dall’altra parte la mancanza di cooperazione tra le parti ha ostacolato i progetti ambiziosi di cui Battipaglia poteva beneficiare. Questo m’ha lasciato perplesso».

Cosa fa adesso Gerlando Iorio?
«In questo momento coordino la commissione di indagini per infiltrazioni della camorra al Comune di Marano. Questo compito mi sta assorbendo parecchio, e questi sono i giorni conclusivi del lavoro. Vedremo, poi, se avrò qualche altro incarico commissariale o rientrerò nei ranghi della Pubblica Amministrazione in qualche prefettura o al Ministero».

Un appello ai battipagliesi?

«Serve collaborazione, occorre portare avanti in modo coeso i progetti che tutelano la città e salvaguardano il territorio. L’appello è quello di confrontarsi sempre e di farsi interpreti di un progetto condiviso che faccia definitivamente uscire la città dal percorso tortuoso nel quale è finita negli ultimi anni».

Vuole salutare o ringraziare qualcuno?
«Rivolgo un saluto a tutti i battipagliesi, quelli che hanno avuto contatti con noi e quelli che non l’hanno mai voluto avere. Auguro cose buone e un futuro sereno per tutti. E poi voglio ringraziare Nero su Bianco, che ha avuto un comportamento di pungolo e di denuncia, ma ha dato spazio seriamente, obiettivamente e autorevolmente, a tutto ciò che di positivo accadeva. Qualche firma, inoltre, in diverse occasioni ha dimostrato un coraggio non comune a tutti gli operatori della stampa, beccandosi pure qualche spiacevole e immeritata critica».

 Gerlando Iorio il giorno della proclamazione della sindaca Francese (foto di Ermanno Fiore)

15 luglio 2016 – © Riproduzione riservata

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