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	<title>Nero su Bianco - Battipaglia</title>
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	<description>Quindicinale di informazione, politica, sport e spettacolo distribuito a Battipaglia (SA), ©SFIDE.</description>
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		<title>L’autonomia del Sud (di Saverio Santovito)</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 10:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È vero che il Nord, rispetto al Sud, è più industrializzato, più ricco, più organizzato, più dinamico, più avanzato, più sistema produttivo, con Pil nettamente superiore, ma questo grazie anche ad un Sud che compra una quota rilevante dei suoi &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/l%e2%80%99autonomia-del-sud-di-saverio-santovito/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È vero che il Nord, rispetto al Sud, è più industrializzato, più ricco, più organizzato, più dinamico, più avanzato, più sistema produttivo, con Pil nettamente superiore, ma questo grazie anche ad un Sud che compra una quota rilevante dei suoi prodotti; a loro filiali (tra banche, assicurazioni, aziende varie) dislocate sul nostro territorio; ai nostri studenti che frequentano le loro università; ai nostri ammalati che si curano presso i loro ospedali; ai meridionali (di tutti i livelli di attività) che lavorano presso di loro; a beneficio della loro crescita economica e redditività. E questo è nostro denaro e reddito che trasferiamo al Nord a vantaggio del loro sistema economico e finanziario. E del loro benessere.  E percìò essi, e la rompi Lega,  non si lamentino  del meccanismo di redistribuzione del reddito in forza del quale il Sud ottiene benefici di ritorno a integrazione e sostegno del suo fabbisogno finanziario (purtroppo anche di sprechi).  Da cui l&#8217;attacco al potere politico centrale al grido di “Roma ladrona” e il monotono ritornello “Secessione, secessione”… Basta, basta con i loro strombazzamenti propagandistici e offensivi. Tanto è il sangue ed il merito meridionale che scorre nelle loro posizioni di vantaggio. Mi chiedo innanzitutto cosa sarebbe lassù senza la nostra contribuzione. E se tanti fondi stanziati, come i Fas, o altri finanziamenti da destinare al Sud non venissero astutamente dirottati al Nord. E la spogliazione ad opera del Risorgimento? Noi, è vero, abbiamo da rivedere molti ingranaggi che non giovano allo sviluppo industriale, avviando con più convinzione e perseveranza un processo di innovazione, quanto meno di riorganizzazione delle attività tipiche del nostro territorio (…). E poi mi chiedo che ne sarebbe del Nord, il cui pensiero va sull&#8217;ali dorate, che ostenta tanta superiorità mentale e creativa, se cominciassimo a produrre sui nostri territori i beni che acquistiamo da loro, se ammodernassimo strutture e organizzazioni ospedaliere, universitarie e quant&#8217;altro, dando impulso anche quaggiù ad un sistema industriale e organizzativo più efficiente e redditizio, da favorire l&#8217;occupazione dei nostri operai e dei nostri giovani diplomati e laureati, categorie migranti, in casa propria. (…) Cerchiamo di sprigionare le nostre energie intellettive e creative, vantiamo tanti meriti, eccellenze e primati storici, da indurci a sollevarci di morale, di fiducia e di impegno per promuove risvolti favorevoli e prospettive di sviluppo di marca nostrana. Cerchiamo di fare impresa anche da noi. Ne possediamo le qualità ma mancano le spinte culturali e politiche. Perciò, voi politici ed imprenditori, che condizionate le sorti del territorio e della popolazione, non restate chiusi nei vostri calcoli e difese di posizioni personali, apritevi al bene del territorio, al bene comune, per un avvenire di giustizia sociale e riscatto del Sud. Sarebbero efficaci convegni, seminari e dibattiti finalizzati a coinvolgere proficuamente la collettività in un sussulto di partecipazione attiva ed in particolare responsabilizzando i giovani che devono essere protagonisti delle scelte strategiche del loro futuro.</p>
<p style="text-align: right;">Saverio Santovito</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Benvenuti al Cud (di Ernesto Giacomino)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:54:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[In principio era il mattone. S’era appena salutato l’ingresso dell’euro, le quotazioni per chi vendeva casa si raddoppiavano e triplicavano, cosicché le acquisizioni immobiliari divenivano appannaggio esclusivo di pochi imprenditori furbi arricchitisi con la conversione dei prezzi secondo il metodo &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/benvenuti-al-cud-di-ernesto-giacomino/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In principio era il mattone. S’era appena salutato l’ingresso dell’euro, le quotazioni per chi vendeva casa si raddoppiavano e triplicavano, cosicché le acquisizioni immobiliari divenivano appannaggio esclusivo di pochi imprenditori furbi arricchitisi con la conversione dei prezzi secondo il metodo “togliamo solo i tre zeri”. Bei capitali in movimento, comunque, e in mezzo quel famoso piatto ricco in cui ficcarsi. A Battipaglia cominciarono a sorgere agenzie immobiliari un po’ ovunque: negozi, garage, sgabuzzini, seminterrati. Soppalchi e ancor meno, fino alla microrobotica: alcune te le ritrovavi come sorpresine gonfiabili nelle patatine; altre, te le ficcavano a tradimento come inserti omaggio nei settimanali. Il caos: un po’ come in Africa, ogni mattina, non importava se tu fossi compratore o venditore, l’importante era alzarti e creare provvigioni.<br />
Di uffici e nomi e franchising se ne vedevano di tutte le facce e razze, da nomi digeribili tipo “QuiCasa” a elucubrazioni simil-finanziarie alla Gordon Gekko sul genere “Real Estatment &amp; Property Management, in abbreviato: da Peppino a mare”.<br />
Era l’epoca, dicevo, poi non fu più. Una volta investito l’investibile, per quel meccanismo perfetto degli equilibri di mercato (che non credi potranno mai funzionare, quando sei tu a dover disegnare le curve di Keynes all’esame di macroeconomia), un bel buco al palloncino e addio alla bolla speculativa: prezzi riallineati e mangiatoia ridimensionata. Il contraccolpo, oltre a quello di dover ridisegnare il look degli agenti immobiliari orfani del cravattone, è stata l’inevitabile secca di sabbia che consegue alle mareggiate: tasche vuote, un po’ dappertutto, ed emergenza di liquidi.<br />
Cosicché, lente ma virulente, poco a poco le insegne del terziario battipagliese sono andate cambiando, da “QuiCasa” a “QuiIncassi”, da “Euroimmobiliare” a “Euro e basta”. Il proliferare delle fatidiche finanziarie, insomma: vecchie facce, nuove ambizioni. Il passaggio da pollo da spennare a cappone da imbottire: non sacrificarti, compra tutto – fegato nuovo incluso – in dodicimila piccole, comode rate mensili. I moltiplicatori di pani e pignoramenti: a gente che non riesce a risparmiare cento euro al mese per comprare la televisore fra quattro mesi, vengono dati in ventiquattr’ore mille euro da rimborsare in dieci rate da centoventi, per un totale di due televisori, una lavatrice, un frullatore e un termometro digitale.<br />
Non occorrono garanzie reali, qui ci si vuole bene e si accettano per pegno sorrisi e barba ben fatta, salvo l’esistenza di quei documenti lì: buste paga, un’ultima bolletta pagata di qualunque utenza e la certificazione annuale dei redditi. Con questi in mano è fatta, valgono più della carta Amex black, hai accesso a un universo esclusivo di finanziamenti ad hoc, da quello per cattivi pagatori a quello per buoni samaritani, passando per i discreti sciatori e i mediocri cantanti. A fronte di uno stipendio netto di millecinquecento euro riesci a tirarti in casa fino a un debituccio da settecento euro al mese, ne incassi quarantamila subito e ne restituisci il doppio in dieci anni. Poi, però, metti che non riesci a pagare perché hai questo vizietto infame del campare, eccoli tutti lì, i finanziari, a fare quelle facce deluse di chi proprio non se lo aspettava, non sia mai, non da te.<br />
Fortuna che questi qui non incendiano auto e spezzano dita, allora. Anche perché, in fondo in fondo, nessuno sa esattamente di chi siano, quei soldi che ogni tanto vanno perdendo.</p>
<p style="text-align: right;">Ernesto Giacomino</p>
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		<title>N°153 &#8211; 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-120" title="cliccaeleggi" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/07/cliccaeleggi.jpg" alt="" width="711" height="25" /><br />
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		<title>Rione Insanità (di Ernesto Giacomino)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto di mantenimento del degrado del quartiere Sant’Anna ai bei livelli di mezzo secolo fa s’inquadra nella più ampia iniziativa denominata “Come eravamo”, la cui gestione è una costante che accomuna decenni di diverse amministrazioni comunali. L’idea è quella &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/rione-insanita/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il progetto di mantenimento del degrado del quartiere Sant’Anna ai bei livelli di mezzo secolo fa s’inquadra nella più ampia iniziativa denominata “Come eravamo”, la cui gestione è una costante che accomuna decenni di diverse amministrazioni comunali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea è quella di risparmiare sulle noiose cartoline d’epoca – la cui stampa risulta particolarmente costosa e dannosa per l’ambiente – facendo in modo che chiunque abbia piacere e curiosità di scoprire la Battipaglia di una volta non debba fare altro che prenotare un giretto turistico nel “retrostrada” del rione in questione, spaziando da via Nazario Sauro a via Cesare Battisti, deviando per via Oberdan, via D’Annunzio (nella foto), via Diaz, via Baracca.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tuffo nel passato, una sana boccata di storia cittadina per poter rivivere, intatti e immutati, quei momenti in cui l’idea di “lampione” era ancora uno schizzetto futuristico di Leonardo da Vinci, opportunamente soppiantata da provvisorie luci pendule da un palazzo all’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivandoci in auto, per dire, si evidenzia subito come la segnaletica stradale dell’epoca<a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2012/01/marciap_SAnna.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1205" title="marciap_SAnna" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2012/01/marciap_SAnna.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a> (diretta per lo più a disciplinare il traffico di greggi caprini e cocchieri col tiro a sei) fosse notevolmente più semplice ed economica, giacché a un senso unico ficcato da un lato non corrisponde necessariamente un divieto d’accesso montato sull’altro. Così come, ad ogni incrocio, non ti viene indicato in quale direzione puoi svoltare e in quale no, riconoscendoti il sacrosanto diritto di scegliere tra un percorso sicuro e uno scontro frontale col furgoncino del pizzaiolo all’angolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra peculiarità della zona è il suo originale ecosistema, che da tempo, grazie al perdurare di condizioni climatiche e architettoniche identiche a quelle immediatamente successive alla bonifica agraria, è meta di ricercatori e studiosi provenienti da ogni angolo del mondo per osservare la crescita autoctona di specie vegetali e animali altrove in fase di estinzione.</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso, ad esempio, della famosa “mucillaginem cessiferea”, una rara variante di melma rinvenibile solo sulle condotte fecali a vista, così come della “cynodon decreapitum”, una gramigna infestante che s’insinua esclusivamente in marciapiedi che non abbiano più subito alcuna manutenzione dopo la ricostruzione post-bombardamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima in elenco, ma prima per grado di attrattività turistica, la persistenza esclusiva in queste zone di una specie animale sparita ormai ovunque, finanche nei meandri più inesplorati dell’Africa nera: il rattopardo. Ovvero, una bestiolina dalle sembianze ibride, con colore e caratteristiche di un topo e dimensioni di un leopardo. Qualcosa, presumibilmente, di origine aliena, alla cui presenza si associa uno degli eventi più enigmatici della storia del quartiere: i cerchi nel grana.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano, in ciò, note dolenti che ciclicamente minano la serenità di questo piccolo e incontaminato angolo di paradiso. Ad esempio, il panico d’un paio di settimane fa, causa un suono acuto e stridente che di colpo ha inondato la quiete dei vicoli. Affacciatisi ai balconi, i residenti hanno assistito a una scena da film di Spielberg: entità color blu notte emettevano versi insoliti soffiando in apparecchi luccicanti. Dietro di loro, un curioso veicolo bianco lanciava ovunque laser violacei, attentando all’incolumità dei palazzi. Solo l’intervento di un anziano del posto ha evitato che la situazione degenerasse: “State calmi”, ha detto, “li riconosco: sono vigili urbani”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortuna che ne aveva già visto uno, lui, da quelle parti. Nel ’53.</p>
<p style="text-align: right;">Ernesto Giacomino</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>AbbeceDiario N.152 (di Francesco Bonito)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Assessori (vedi anche pedine). Lo hanno fatto di nuovo, hanno silurato un altro assessore, il quattordicesimo in meno di trenta mesi, quasi uno ogni sessanta giorni. Dopo Paraggio, Bufano, Gallotta, Viscido, Barile, Della Corte, Anzalone, Calenda, Valletta, Capuano, Di Napoli, &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/abbecediario-n-152/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-A.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1097" title="abd-A" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-A.jpg" alt="" width="60" height="61" /></a>Assessori</strong> (vedi anche <em>pedine</em>). Lo hanno fatto di nuovo, hanno silurato un altro assessore, il quattordicesimo in meno di trenta mesi, quasi uno ogni sessanta giorni. Dopo Paraggio, Bufano, Gallotta, Viscido, Barile, Della Corte, Anzalone, Calenda, Valletta, Capuano, Di Napoli, Marrandino e Lucia, è toccato a Catarozzo essere rimosso dal suo incarico di assessore al commercio dopo poche settimane dal suo insediamento. E non veniteci a raccontare che “così si fa la politica”, perchè non è vero, non è giusto. Potete continuare ad agire così, con la complicità delle altre comparse sulla scena, ma non pretendete di renderci assuefatti a questa degenerazione. Bisogna ripeterlo, altrimenti si finisce per non scandalizzarsi più. Giovanni Sartori una volta ha detto: “se si smette di dire quello che si pensa, si finisce per smettere di pensarlo”, niente di più vero. Perciò lo ripetiamo, anche a costo di annoiare: basta con questa aberrazione degli assessori fatti e disfatti dalle “strane coppie” in consiglio comunale; un assessore ogni due consiglieri, indipendentemente dalle capacità, dal curriculum, dalle competenze. Revocati o sacrificati dopo pochi mesi, a prescindere dalla bontà del lavoro svolto. I quattordici “ex” erano incompetenti? allora perché sono stati scelti? Erano capaci? perché li avete rimossi? <em>Tertium non datur</em>. Un assessore dovrebbe essere scelto per la sua competenza, messo in condizione di lavorare con gli strumenti adeguati, dandogli il tempo di risolvere i problemi, di ottenere progressi per la città. E invece? L’avete ridotto a un incarico a tempo determinato, una pedina da muovere sulla scacchiera, un “posto” sulla giostra sulla quale si sale e si scende non per meriti, ma perché designati o revocati da chi ha preso i voti. E chi decide non ha nemmeno lo scrupolo di giustificare ai cittadini (e agli interessati) i criteri e le motivazioni di promozioni e bocciature. Tanto per uno che scende ce ne sono tre pronti a salire, uno si siede e gli altri due gli dicono quello che deve fare.<br />
<a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-G.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-G.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1098" title="abd-G" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-G.jpg" alt="" width="60" height="61" /></a><strong>Giovani.</strong> Alla deriva il Forum dei Giovani: la notizia è a pagina 5, leggete l’articolo di Lucia Persico e capirete. Sembra l’ennesima occasione perduta. L’idea era buona, coinvolgere i giovani nelle scelte che li riguardano, costituire una sorta di governo degli <em>under 30</em> con funzione di consulenza all’attività politica dei “grandi”, presentare proposte, elaborare progetti da finanziare, coinvolgerli nelle politiche giovanili. Tutto bene finchè qualcuno si accorge che il Forum è stato coinvolto <em>a sua insaputa</em> nell’iniziativa della pista di pattinaggio su ghiaccio (un flop di proporzioni storiche); a tale progetto il Forum avrebbe aderito (usando fondi destinati a sue attività) senza averne deliberato democraticamente l’adesione. In parole povere, il Forum sarebbe stato usato per far passare un progetto caro a qualche ex giovane. Ai tre componenti del Forum che delusi e arrabbiati si sono dimessi, auguro di non smarrire la fiducia nel prossimo e nella politica; spero conservino la dignità e la correttezza dimostrata col loro gesto e la mettano al servizio della nostra comunità. Ne abbiamo tutti un disperato bisogno.<br />
<a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/11/abd-S.jpg"></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/11/abd-S.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1037" title="abd-S" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/11/abd-S.jpg" alt="" width="60" height="62" /></a><strong>Spazzatura.</strong> Ne trattiamo diffusamente, con interessanti approfondimenti. Sono rimasto colpito dalla <a title="Rifiuti di società! (di Simona Pettinelli)" href="http://www.nerosubianco.eu/rifiuti-di-societa-di-simona-pettinelli/">lettera della collega Pettinelli</a> e dalla riflessione di Stanislao Vetere (pagina 4), sebbene entrambe colme di amarezza testimoniano una maturità civica e un desiderio di cambiamento che fa ben sperare. Dare voce a questi cittadini, evidenziare chi non segue gli esempi peggiori è il primo passo per far progredire una comunità. <em>Anche un lungo cammino inizia con un piccolo passo</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rifiuti di società! (di Simona Pettinelli)</title>
		<link>http://www.nerosubianco.eu/rifiuti-di-societa-di-simona-pettinelli/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro direttore, sono una lettrice, collega e purtroppo cittadina di Battipaglia. Stamattina, leggendo il suo articolo sui rifiuti ho sorriso… sorriso pensando alla mia piccola realtà, nel quartiere di via Olevano. Vivo a Battipaglia e dal mio balcone, secondo piano, &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/rifiuti-di-societa-di-simona-pettinelli/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro direttore,<br />
sono una lettrice, collega e purtroppo cittadina di Battipaglia.<br />
Stamattina, leggendo il suo articolo sui rifiuti ho sorriso… sorriso pensando alla mia piccola realtà, nel quartiere di via Olevano.<br />
Vivo a Battipaglia e dal mio balcone, secondo piano, ho una vista panoramica sui rifiuti, direi commovente!<br />
Da mesi ho denunciato la necessità di rimuovere radicalmente dalla via i 6 cassonetti che, in ogni orario e giorno, sono meta turistica di chiunque abbia buste, cartoni, materassi, poltrone, porte, giocattoli (c’è un triciclo fresco di giornata!), televisori, elettrodomestici e rifiuti ingombranti di ogni genere.<br />
Come mai? I politici? Alba Nuova? Le elezioni? Il vento? Il sole? Le vacanze?<br />
No! O almeno non solo!<br />
Non nascondiamoci dietro perbenismi e tristissime ipocrisie.<br />
Non diciamo no alla discarica se a via Vittorio Emanuele ne esiste una permanente, liberamente creata dalla genialità dei cittadini!<br />
La verità è una sola, il più grosso e reale problema di questa città è l’ignoranza!<br />
La spaventosa imbecillità di moltissimi cittadini che se ne fottono (mi lasci passare il francesismo) di orari, giorni, differenziata e non; se ne fregano della carta, della plastica, delle lattine, del vetro, dell’umido e del secco indifferenziato!<br />
Non è un loro problema se trovano i cassonetti pieni o vuoti, lo spazio sulla strada o sul marciapiedi e lasciano a terra (e se potessero anche in aria), in maniera quasi furtiva, la loro misera, squallida busta di “monnezza” che resta a chi, come me, abita e respira quel quartiere.<br />
E allora vorrei proprio sapere se al corteo di sabato mattina c’era il pensionato che da mille anni ancora non ha capito che l’immondizia si va a gettare dopo le 20.00 di sera; se c’era il fruttivendolo che ogni giorno, ore pasti, svuota le sue cassette di ortaggi e frutta marcia nel bidone sotto il mio balcone; se c’era chi ha lasciato per mesi un materasso o le porte di qualche appartamento o, la ciliegina sulla torta, se c’era la signora ingioiellata che, ad agosto, con un caldo boia, richiamai da balcone per aver gettato una busta, a c…. di cane, nel primo bidone che le capitava, senza leggere a quale uso fosse destinato.<br />
Le dissi  con rabbia «signora» (ovviamente signori si nasce!) «le sembra giusto gettare questa busta alle 10.00 di mattina con questo caldo. Io qui ci vivo e la mia spazzatura la tengo in casa, perché mai dovrei respirare la puzza della sua busta?». E lei, con fare infastidito mi rispose «signora, lei ha ragione, ma devo andare a messa; viene prima Gesù Cristo!».<br />
Ora me la vedo già, con il suo cappotto firmato in coda al corteo del 14 gennaio, dove è andata dopo aver accuratamente gettato la sua cara immondizia sotto casa mia!<br />
Questa è Battipaglia e questa è la realtà dalla quale non usciremo mai, amministrazione dopo amministrazione, sindaco dopo sindaco: ci vorrebbe solo un miracolo per un vero processo di civilizzazione urbana.<br />
La soluzione per noi che siamo ora, qui, in questa valle di lacrime?<br />
Ovviamente una sola: andare via da Battipaglia!<br />
Sfido chiunque a negare ogni mia parola e invito chiunque a venire a trascorrere qualche ora sul al mio balcone per visionare il via vai continuo, diurno e notturno!<br />
Inoltre, come ho detto anche al signor sindaco in persona, per rifocillare le casse Comunali basterebbe  un vigile (naturalmente in borghese) ad assegnare multe per le trasgressioni sui rifiuti in via Vittorio Emanuele: ma forse (o senza forse) la cosa non interessa a nessuno!</p>
<p style="text-align: right;">Cordiali saluti<br />
Simona Pettinelli</p>
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		<title>N°151-2012</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:17:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-120" title="cliccaeleggi" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/07/cliccaeleggi.jpg" alt="" width="711" height="25" /><br />
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		<title>AbbeceDiario N. 151 (di Francesco Bonito)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:29:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rifiuti. Tutti uniti contro l’apertura di una nuova discarica a Battipaglia, su un territorio che ha già ospitato altre due discariche mai bonificate, l’impianto per il CDR (ora impianto STIR), ecoballe, tre aree di stoccaggio provvisorio e altre amenità. Battipaglia &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/abbecediario-n-151/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-R.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1068" title="abd-R" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/12/abd-R.jpg" alt="" width="60" height="61" /></a>Rifiuti.</strong> Tutti uniti contro l’apertura di una nuova discarica a Battipaglia, su un territorio che ha già ospitato altre due discariche mai bonificate, l’impianto per il CDR (ora impianto STIR), ecoballe, tre aree di stoccaggio provvisorio e altre amenità. Battipaglia rischia di fregiarsi del titolo di <em>Città della Monnezzarella </em>o di lanciare a breve sul mercato la famigerata<em> zozzona di Battipaglia.</em> Scherzi a parte, il rischio che la sciagurata filiera dei rifiuti si accresca è reale;  inutile cercare responsabilità passate e scaricare il barile sugli amministratori del precedente millennio (più o meno gli stessi di oggi). Alla vigilia dell’ennesimo schiaffo alla dignità (e alla salute) della nostra comunità, c’è la possibilità di far sentire la voce dei cittadini mobilitandosi e, in questo modo, costringendo la classe politica a fare del suo meglio: basterà? Speriamo di sì. Encomiabile il ruolo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica svolto dal <em>Comitato No alla discarica</em> cui hanno aderito decine di associazioni e centinaia di cittadini: un segnale incoraggiante. Vedrete che anche i politici questa volta saranno della partita, magari guidando il corteo. <em>Nero su Bianco</em>, nel suo piccolo, plaude e incoraggia questa mobilitazione, e invita tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato 14 gennaio, appuntamento in piazza della Repubblica alle nove di mattina. Tutti insieme, cittadini e politici, per evitare un’altra umiliante sconfitta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2012/01/abd-F.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1149" title="abd-F" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2012/01/abd-F.jpg" alt="" width="60" height="61" /></a>Faide.</strong> Nonostante l’azione amministrativa non si segnali per produttività ed efficienza, l’azione “politica” di alcuni partiti sembra instancabile. Alcune formazioni (quasi tutte di maggioranza, per ora) sono travolte da terremoti interni che assomigliano più a faide che a dialettiche di partito. IDV, LD e UDC (cito le sigle così facciamo prima) sono dilaniati da lotte intestine per motivi di leadership, con i contendenti che sgomitano per un posto al sole e non rinunciano a scambiarsi colpi bassissimi. Litigano, si accusano, si revocano, si commissariano, si dimettono, si accapigliano per garantirsi la guida dei rispettivi partiti. Il risultato? Si liberano posti di governo (e di sottogoverno), e c’è sempre una casella libera disponibile per muovere le pedine sulla scacchiera: il Sindaco ringrazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2012/01/abd-E.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1148" title="abd-E" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2012/01/abd-E.jpg" alt="" width="60" height="61" /></a>Esempi.</strong> In periodi difficili come quello che stiamo vivendo, lontano dai riflettori, nell’ombra e in silenzio, operano decine di associazioni di volontariato che fanno, agiscono. Protagonisti di queste storie che non trovano spazio sui giornali sono donne e uomini che incidono nella vita di altre persone: agiscono, creano delle opportunità, superano e fanno superare degli ostacoli. A queste realtà ognuno di noi dovrebbe guardare con spirito di emulazione, come misura della  inconcludenza delle nostre azioni, come sprone a fare di più. In città ci sono tante associazioni meritorie che dovremmo ringraziare, seguire come esempi nobili; compito di un giornale come il nostro dovrebbe essere quello di evidenziarne l’opera e amplificarne l’azione. Troppo spesso non riusciamo a farlo come vorremmo, persi a raccontare le parole e le promesse di chi dovrebbe guidare la comunità ma spesso anela solo a “comandarla”. A quei volontari, a quelle associazioni, così lontani dal Palazzo, va il nostro ringraziamento e la nostra ammirazione: il loro esempio mostra a tutti noi una strada che pochi vogliono percorrere. Continuate a fare, noi cercheremo di raccontare le vostre imprese.</p>
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		<title>N°22 &#8211; 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:08:17 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-120" title="cliccaeleggi" src="http://www.nerosubianco.eu/wp-content/uploads/2011/07/cliccaeleggi.jpg" alt="" width="711" height="25" /><br />
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		<title>Ho scritto t&#8217;amo sulla scabbia (di Ernesto Giacomino)</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:12:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mare, sissignori. Argomento in controtendenza rispetto alla stagione, ma che magari farà capire che la civiltà di una città non si misura esattamente dai watt impegnati dalle luminarie natalizie. Ancor più se risulta di così difficile comprensione che per entrare &#8230; <a href="http://www.nerosubianco.eu/ho-scritto-tamo-sulla-scabbia-di-ernesto-giacomino/">Leggi Tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mare, sissignori. Argomento in controtendenza rispetto alla stagione, ma che magari farà capire che la civiltà di una città non si misura esattamente dai watt impegnati dalle luminarie natalizie. Ancor più se risulta di così difficile comprensione che per entrare nello spirito delle feste non basta il dono della fede, ma ci vuole pure quello del fido (bancario). Il che, metti che sei un’Amministrazione comunale col cash quotidianamente in bilico tra sopravvivenza e rianimazione, lascia poco spazio a proclami di categoria e chiacchiere da bar sport.<br />
Mi scappa l’argomento esotico, allora, poco da farci. Innegabile, tra l’altro, che da un punto di vista climatico viviamo un fine autunno imbarazzante. Temperature sopra la media, pioggerelline tropicali, filini sporadici di vento che al massimo ti costringono a scegliere tra giubbotto di jeans e giacca leggera. Di nevicate, pure a quote non bassissime, si vedono solo quelle d’ovatta sul presepe.<br />
In cotanta confusione ambientale, voglio dire, non è da folli approcciare alle mattinate dei week end pensando a un giro in spiaggia. C’è chi lo fa a piedi, nel jogging quotidiano; chi in bici con i figli. Chi in auto, portandosi pallone e asciugamani. Nessun problema per il mezzo di locomozione, insomma: il problema sono le intenzioni. Perché, qualunque esse siano, resteranno disattese. A meno che, è chiaro, la passeggiata marittima non nasconda velleità da free climber (e a quel punto un richiamino d’antitetanica lo consiglierebbe pure Mirabella a Pronto Elisir).<br />
Il quadro di massima, allora. Si arriva lì, cullati dal sottofondo della risacca, nelle narici queste spruzzate di iodio che invitano all’amarcord (e a una chiusura rapida dei finestrini), e poi stop, non si può che tornare indietro. I gestori dei lidi privati hanno imparato a sbarrare con lamiere e tabelloni l’accesso alla loro porzione di spiaggia (sarà legale?); sui lati, nelle aree cosiddette “libere”, la discesa a mare è invece preclusa da ammassi di sporcizia che hanno dell’inguardabile. E alla sola idea di stendervi una stuoia o un asciugamani per beccarsi questi ultimi scampoli di sole già viene un prurito da ricovero.<br />
Spiaggia di Battipaglia, insomma: d’inverno, più che d’estate, cinque chilometri di litorale adibiti a discarica. Autorizzata, peraltro; magari non ratificata con documenti e marche da bollo, ma indirettamente voluta da una palese inerzia dell’Amministrazione: attentissima, in città, a multare auto in sosta che occupino un palmo di strisce pedonali, assolutamente assente nei presidi delle zone più marginali, dove quest’occhio lungo della legge dovrebbe arrivare con maggiore periodicità ed efficacia. Soprattutto, poi, quando quelle zone restano per lungo tempo isolate e infrequentate. Perché d’estate no, là di regola si combatte con i quintali di rifiuti non rimossi sputati dalle mareggiate; nei mesi freddi, invece, l’immondizia non ce la regala il Tirreno ma andiamo a portarcela noi. Tranquilli, sereni, indisturbati. Ettari di sabbia ricoperti da bottiglie vuote, sacchetti di rifiuti, scarpe vecchie, siringhe, materassi bruciacchiati o ben cotti.<br />
Fidatevi, allora: non sono le lucciole, l’ostacolo al decoro del litorale, ma ben altri insetti. Balordi scarafaggi, devastatori e insozzatori, che possono scommettere uno a mille sull’inattività stagionale di controllori e opinione pubblica.<br />
Perché il mare d’inverno, il nostro, è il solito mare d’inferno. E la Bertè – altro che cantarlo – non sarebbe neppure riuscita a vederlo.</p>
<p style="text-align: right;">Ernesto Giacomino</p>
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