Falcone, giù la maschera! di Carmine Sica


Incontriamo Gianluca Falcone che, in collaborazione con altre realtà associative del territorio, è l’ideatore e promotore del Battipaglia Beach Village, della Befana battipagliese e del Carnevale, tutti eventi che hanno avuto molto successo.
Tanti eventi di successo organizzati a Battipaglia negli ultimi tre anni: e per il futuro? «Ho ancora molte idee, posso continuare per altri 50 anni. Quando non avrò più idee e porterò il bastone, potrò ritirarmi sperando di aver lasciato qualcosa che possa continuare».
Sei riuscito a coinvolgere molti sponsor, sembra che la tua organizzazione piaccia tanto anche alle aziende. «Questi eventi necessitano di tanto tempo e denaro, non si organizzano in una serata e non è facile farcela senza un aiuto pubblico, come accade a noi. Eppure per altre manifestazioni fanno i miracoli! Ma a me non interessa, perché non sono solo e ringrazio davvero quanti hanno creduto in noi; senza il loro prezioso contributo non si sarebbe fatto nulla. Certo, anche alcune persone dell’amministrazione mi hanno dato una mano e vanno ringraziate per quanto hanno fatto per la città. E fintanto che c’è chi mi accompagna andrò avanti. Quando poi resterò solo, vorrà dire che andrò a zappare».
Non sfugge a nessuno il fatto che in tutte queste manifestazioni vi sia sempre un occhio di riguardo al sociale, a coloro che sono più svantaggiati. «Se percorri la mia strada, non puoi dimenticare chi ha avuto meno dalla vita. Quello che faccio per gli altri, non lo faccio io, lo fanno le tantissime persone che mi aiutano, semplici cittadini che si affacciano per portare un dono per la befana o per comprare dei vestitini di carnevale a chi non li ha. È bellissimo perché lo fanno con gioia. Ma a me lascia sempre un velo di tristezza: dove sono quelli che dovrebbero aiutare le realtà bisognose? La gente ha sempre più problemi e, al contrario, vedo sempre meno impegno istituzionale. E sembra che mentre noi ci mettiamo la passione e l’allegria, gli altri pensino solo ai fatti loro».
Molte anche le critiche che ricevi. Alcuni dicono che lo fai per cambiare auto o per campagna elettorale. «Io con questi eventi qualcosa la guadagno, perché negarlo? Come non nego che vi sia lavoro dietro la loro organizzazione. Ma mi hanno insegnato a non pensare ai depressi, agli invidiosi e a quelli che non vogliono che cambi qualcosa o che magari vogliono il male. Sarebbe stato meglio che avessero impiegato il loro tempo per fare qualcosa per gli altri».
Sembri piuttosto deluso dalla politica… «Se la politica si limita a cercare assessori e deleghe, la città potrà solo sprofondare. Ma non faccio di tutta l’erba un fascio. Battipaglia tornerà grande, ma non nel breve, perché molto deve ancora cambiare».
Ambiente. Nel tuo quartiere si sente la puzza? «Certo, ed ora è inverno… figurarsi il disgusto che ci attende la prossima estate. Ma credo che le vere puzze risiedano altrove. D’altra parte, se chi ci deve tutelare non lo fa, mi chiedo chi mai possa farlo».
Chi ti conosce sa che sei molto cambiato. Hai messo la testa a posto Falcone? «Certo, a una certa età si cresce, si matura. Anche se mi scappa ancora qualche parolaccia sui social. E poi, non ti nascondo, comincio ad avvertire un senso di responsabilità, devo essere più moderato, vista la moltitudine di persone che mi segue sui social».
E il Falcone calciatore? «Il calcio è al primo posto, insieme al tempo trascorso con i miei veri amici, quelli “storici”. Lo sport è davvero qualcosa di grandioso: ti spinge sempre al rispetto e a migliorarti, per questo dovrebbero praticarlo tutti i ragazzi».

24 febbraio 2018 – © Riproduzione riservata
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