Ex Tabacchificio, un po’ di storia | di Davide Bruno

Le aree dismesse sono spesso zone di degrado, vuoti urbani che comportano una perdita di identità, di spazio e di legame funzionale con il contesto cittadino. Le aree dismesse nel perimetro urbano sono passate da problema a occasioni per riqualificare e rigenerare le città. Non è più proponibile l’intervento d’edilizia del passato. Si deve puntare a riqualificare ciò che già esiste, andando a rigenerare tutti quegli spazi che normalmente vengono definiti “brown field”(spazi compromessi), con opportunità di lavoro, realizzazione di infrastrutture e servizi, zone destinate a verde pubblico. Nella nostra città abbiamo circa 200mila mq di aree dismesse. Il complesso ex Ati occupa un’area di 42.203 mq, zona D3 del vigente Prg “industriale da trasformare”. Nel 1998 è stato acquistato dal Comune di Battipaglia per 3.718.489 euro con trattativa privata dopo che l’Ati spa, aveva avviato la vendita nel 1986 e dopo un‘asta pubblica negativa nel 1996. Nel maggio 2004 si costituisce la stu (Società di trasformazione urbana) Battipaglia Sviluppo spa tra il Comune di Battipaglia (46% del capitale sociale) ed i soci privati, col Comune che conferisce l’ex tabacchificio per l’intervento previsto, da attuare attraverso un Pua (piano particolareggiato) approvato dal Comune nel 2007. Nel settembre dello stesso anno, il Ministero per i Beni Culturali decreta che l’ex Tabacchificio è un bene di “interesse storico-artistico”. Le difficoltà amministrative e i continui contenziosi, la dissoluzione della perimetrazione individuata per la trasformazione urbana portano alla liquidazione della società stu, in perdita negli anni, che chiude l’ultimo bilancio con un debito di 440.755 Euro. Nel 2010 il Comune individua l’ex tabacchificio nel programma PIU Europa per una ristrutturazione parziale di 4 milioni, idea poi abbandonata per le esigenze di cassa dell’Ente che inserisce l’ex Ati nel piano di vendita degli immobili per circa 11 milioni di euro (poi 8 milioni e mezzo con la commissione straordinaria). Ho voluto ricordare le vicende dell’ex tabacchificio perché molte volte si dimentica cosa è accaduto. Probabilmente dovremmo chiederci perché le “cose pubbliche” da noi vanno male (Stu, aziende partecipate, Piano di zona, Patto Territoriale). L’area dell’ex Ati si presta ad interventi di rigenerazione che possono essere innovativi (non una cattedrale nel deserto), che possono coesistere (mercato coperto, centro Agrifood, incubatore di startup), che possono ridare dignità ad una zona importante della città e della Piana. È possibile attuare questi interventi “da soli”, con i problemi attuali e con la divisione politica? Forse la risposta è negativa se continuiamo così. La strada è chiudere una stagione amministrativa e politica rappresentata da veleni e occasioni mancate che culminano in soluzioni al ribasso e nell’incapacità di portare a termine le cose. Senza andare lontano, prendiamo l’esempio di Pozzuoli con un bando europeo adatto anche a Battipaglia. Il Comune di Pozzuoli ha avuto un finanziamento di 5 milioni di euro dalla Commissione Europea con l’Urban Innovative Actions (UIA) per riqualificare Monterusciello, quartiere popolare, coinvolgendo le associazioni agricole e le istituzioni superiori nell’idea che i mercati urbani possano essere motore nella rigenerazione dei quartieri e nella creazione di filiere sostenibili. Dialogo e lavoro, redditività per investitori e Comune, rigenerazione dell’area e legame con il territorio, coinvolgere i livelli di governo superiori e attori economici di rilievo significa costruire una soluzione in una strategia di programmazione più ampia. Questi elementi sono gli unici in grado di aprire una stagione diversa, nuova. Anche qui da noi.

Davide Bruno, Segretario Pd Battipaglia

29 Giugno 2017 – © riproduzione riservata

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