Ex scuola De Amicis: una denuncia e una proposta (di Fabrizio Petrone)

deamicis.49La Soprintendenza BAAS di Salerno e Avellino, invitata dall’Ente Comunale alla “verifica dell’interesse culturale” del patrimonio immobiliare pubblico ex art.12 del D. Legs. 22 gennaio 2004 n°42, ha concluso, ritengo erroneamente, per la caducazione dell’interesse culturale del Plesso scolastico Edmondo De Amicis in piazza Amendola, meglio conosciuta come piazza della Madonnina. Sgomberato il campo dal vincolo che gli “attenti” amministratori comunali ritengono ostacolo alle necessità di “far cassa”, si apre uno scenario tutt’altro che rassicurante sul futuro del nostro centro cittadino. Gli appetiti speculativi, finora tenuti a freno dal vincolo di interesse culturale, non troveranno più alcun ostacolo – attesa la comprovata sensibilità dei nostri amministratori – a sostituire allo storico edificio un modernissimo ed ampio centro “polifunzional-direzional-commercial-cultural…” della serie già vista. Vi è il concreto rischio che sull’area del plesso demolito vengano realizzati da privati progetti altamente speculativi, di forte impatto ambientale, ipotesi da tempo “ventilata” nel settore degli addetti ai lavori.

La richiesta di verifica dell’interesse culturale chiesta dall’Amministrazione Comunale, ha dato l’avvio ad un processo involutivo; non è dato sapere quali elementi siano stati oggetto di studio da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ma a giudicare dalle conclusioni oggetto della relazione dei solerti funzionari della Soprintendenza BAAS di Salerno e Avellino, sembra che gli stessi si siano riduttivamente concentrati soltanto sull’organismo architettonico del plesso tralasciando, non si sa bene se per approssimazione o per carenza di riscontri storico-culturali, i fondamentali elementi di valutazione che connotano l’interesse culturale nel suo complesso.

Forse per gli esperti professionisti della BAAS sono degni d’interesse storico culturale solo gli immobili di rilevanza architettonica, avendo trascurato completamente ogni valutazione in ordine al valore storico di testimonianza che indubbiamente l’edificio scolastico De Amicis possiede. Non deve trascurarsi, soprattutto in un momento di contingente crisi economica e di valori, che l’eventuale realizzazione di progetti di edilizia privata speculativa aggiungerà degrado, disordine e disservizi al vivere civile e danni irreversibili all’ambiente cittadino già tanto compromesso. Nel nostro Comune, il cui territorio è praticamente distrutto, l’Anonimato del Moderno è riuscito a cancellare ogni segno delle origini e dello spessore della cultura contadina. Non solo le vecchie masserie, ma anche – e direi soprattutto – l’edificio-simbolo dell’istituito giovane Comune, rappresentando il riscatto morale attraverso l’insegnamento scolastico, sono il segno della autentica tradizione di una popolazione che sentiva la gioia e l’orgoglio di essere “Battipagliesi” vivendo un impegno civile che deve rinnovarsi oggi nel rivendicare, tutti uniti, la conservazione della vecchia scuola elementare.

Tralasciando quello che la BAAS ha ritenuto “non d’interesse culturale”, va affermato con forza che per i Battipagliesi l’edificio costituisce un riferimento topografico per la memoria storica cittadina, un luogo in cui tanti battipagliesi hanno avviato la loro formazione scolastica ed umana, figli, nipoti e pronipoti di donne ed uomini forti e capaci, che attraverso il duro lavoro nei campi, nelle fabbriche e nelle officine hanno consentito a questa città di crescere e svilupparsi. Per dirlo con le parole di Uberto Siola: Davanti all’anonimo travolgimento delle nostre città il recupero delle testimonianze, fosse solo per il loro significato, potrebbe diventare una buona strategia per il nostro futuro.

Una proposta per conservare, anche riqualificando, un’importante traccia del nostro passato, per evitare che la “nostra” scuola, sopravvissuta ai bombardamenti, alle ingiurie del tempo ed alla ignavia degli uomini, soccomba col concorso di una burocrazia attenta soltanto agli “elementi peculiari dell’organismo architettonico”, potrebbe prevedere un progetto di recupero da articolarsi nel modo seguente:

– demolizione totale del piano secondo;

– demolizione delle due ali aggiunte per riportare l’immobile all’impianto iniziale;

– sull’area di risulta della demolizione, unitamente all’area denominata piazza Lorenzo Rago, realizzare un parcheggio interrato a due livelli;

– attrezzare tutta la superficie di copertura a verde attrezzato con il ripristino della piazza;

– collegare lo spazio antistante l’Ufficio Postale con piazza Madonnina e piazza Rago, senza soluzione di continuità, tutto a verde pubblico;

– attestare le rampe di accesso al parcheggio interrato su via Indipendenza;

– manutenzione straordinaria dell’edificio con nuovo layout funzionale e nuovi impianti;

– destinare il primo piano a biblioteca comunale (struttura ignorata negli ultimi venti anni);

– destinare il piano rialzato a servizi sociali per la tutela delle classi più deboli, fornendo spazi e strutture alle tante associazioni presenti sul territorio.

Fabrizio Petrone

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