Due passi indietro (di Francesco Bonito)

La città è retta dal terzo Commissario prefettizio degli ultimi sette anni, si è insediata in municipio la Commissione d’accesso che indaga su eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata, l’ex sindaco Santomauro è libero ma i magistrati gli hanno vietato il ritorno a Battipaglia (notizie aggiornate al 4 giugno). Difficile commentare, quasi impossibile non abbandonarsi alla rassegnazione. Eppure bisogna reagire, trovare le energie per voltare pagina, senza però condonare alla classe dirigente “uscente” gli abusi e le responsabilità politiche. Infatti, se a prosciogliere o rinviare a giudizio gli indagati ci penseranno i magistrati, non c’è bisogno di sospendere il giudizio politico sui protagonisti di questa pagina indecorosa; comunque vadano le cose, il sindaco e la sua fedele maggioranza hanno una responsabilità oggettiva per aver precipitato Battipaglia in fondo a questo pozzo nero.

Ma cerchiamo di guardare avanti, di trovare delle note positive e incoraggianti, proviamo a vedere uno spiraglio di sereno in questa tempesta che ha travolto la città. Per esempio, il fatto che ora nella stanza del sindaco sieda un Prefetto e che a controllare le carte di appalti, concessioni e gare ci siano uomini dello Stato deve rassicurarci. Certo, non è la regola, ma questa salutare eccezione potrebbe contribuire a “normalizzare” la vita amministrativa del nostro Comune che, a detta di molti, da anni non si distingue per trasparenza. Quante volte ce ne siamo lamentati, quante volte abbiamo legittimamente dubitato? In breve tempo sapremo se sono state commesse irregolarità, altrimenti avremo la certezza che sospetti e accuse erano infondati. Non mi sembra un cattivo affare. Conosco l’obiezione: così si altera il fisiologico corso della vita democratica, si privano i cittadini del diritto di autodeterminarsi attraverso gli eletti, viene commissariata la politica. Mi verrebbe da rispondere con la celebre espressione di Totò: “Ma mi faccia il piacere!” Per favore, rileggete il periodo in corsivo e giudicate se non sembra sarcasmo involontario; così come autoironiche appaiono le dichiarazioni di eminenti protagonisti della stagione santomauriana che ripetono ossessivamente che l’ultima amministrazione è stata la migliore nella storia di Battipaglia.

Ma voltiamo pagina, guardiamo avanti. Proviamo a ricostruire questo paese così come altri prima di noi hanno fatto dopo la seconda guerra mondiale. Tentiamo di restituire decoro alla nostra città e credibilità a chi deve guidarla e rappresentarla, facciamo del nostro meglio per ricostruire un paese normale, nel quale la classe dirigente sia all’altezza delle proprie responsabilità e non dimentichi di aver ricevuto una delega ad amministrare e non un’investitura a comandare. Un paese dove gli abitanti siano cittadini e non sudditi, dove l’alternarsi di sindaci e maggioranze sia il portato di una dialettica leale e non il frutto avvelenato di una faida tra fazioni, dove gli assessori siano scelti per competenza e capacità e non perché “in quota” a questo o quel consigliere, dove i beni della comunità non vengano affidati ai privati in cambio di un piatto di lenticchie con la scusa che non si è in grado di gestirli.

Tutti siamo chiamati a contribuire a questa ricostruzione: alcuni facendo un passo avanti, altri facendo due passi indietro.

Francesco Bonito

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