Del presente e del futuro del Castelluccio (Alfonso Apostolico, 14/11/2014)

Ho letto e riletto l’articolo “Là dove c’era l’erba” [di Ernesto Giacomino, NsB n.215]. Ho gradito molto la rappresentazione della realtà attuale realizzata con sano realismo e senza inutile retorica. Anche il richiamo della iniziativa assunta dall’Associazione Civica Mente (di cui la lettera inviata al signor Santese è, al momento, l’ultimo passo) è cosa utile per irrobustire la portata della richiesta. Credo, però, che analoga concretezza e stimolo ad andare sul “merito” avrebbe dovuto essere applicata alle considerazioni presenti negli ultimi due capoversi dell’articolo. Mi permetto di osservare che proprio il fatto che parliamo di un privato che ha sborsato soldi per acquistare il complesso (e, mi pare, non solo il Castelluccio) fa diventare poco credibile l’ipotesi che il degrado della struttura sia conseguenza “di questioni di principio” o di “vecchie ruggini con questo o quell’amministratore”, non fosse altro perché il “taglio” della persona è (o è stato) tale da risolvere ipotesi di questo tipo sulla base di progetti elaborati a monte.

Al riguardo, credo possa essere interessante andare a ricostruire la storia proprio sulla base delle idee progettuali dell’epoca relative ad ipotesi di utilizzo del Castelluccio e delle obiezioni ostative. In questo senso, forse, questo potrebbe essere il momento giusto per spingere il signor Santese a rimettersi in gioco, su questioni di merito, con un progetto qualificante, condiviso con la parte pubblica. Il FAI potrebbe diventare un fattore qualificante di rilievo. Su questi aspetti credo che proprio le persone che collaborano con “Nero su Bianco” (senza nulla togliere ad altri soggetti che pure stanno producendo iniziative) possano ritornare sul tema approfondendo gli aspetti fin qui ostativi in modo da poterli rimuovere e rilanciare il tema dell’utilizzo del Castelluccio senza zavorre o remore, allo stato delle cose, anacronistiche. Una sorta di ventata ulteriore di aria nuova e, perché no, anche… pulita. Se siamo ancora in tempo.

Certo, il sito è nel degrado e il Castelluccio è… assediato. A sostegno delle considerazioni espresse al riguardo nell’articolo, invio in allegato, alcune foto da me scattate al Castelluccio il 2 ottobre scorso, insieme ad altre, del 19 febbraio 2011. Oltre allo sfacelo delle strutture, alla impossibilità di fare delle passeggiate, all’utilizzo degli anfratti sotto le mura da parte di coppiette amanti… del rischio, c’è stata anche la sorpresa (per me) di trovare in bella vista un cartello con su scritto “VENDESI”!!!  

Saluti.

Alfonso Apostolico

Facebooktwittermail