Da confiscati a restituiti

In città i beni confiscati alla criminalità organizzata valgono quasi trenta milioni di euro. Quali sono, dove sono e come vengono restituiti alla collettività

Nell’attuale contesto cittadino, dopo la recente tornata elettorale, la parola che più si sente circolare nell’aria è restituzione. Restituzione di un governo alla città. Restituzione dell’identità cittadina. Restituzione di Battipaglia ai battipagliesi. Restituzione di un’economia che ci renda capofila della piana del Sele. Restituzione di un equilibrio sociale troppo spesso dimenticato. Restituzione di un welfare capace di generare una comunità.
Questa parola chiave, definita dal vocabolario come “Rendere a qualcuno ciò che ci aveva prestato o gli si era sottratto”, è perfettamente descrittiva della realtà di una città che ha qualcosa da recuperare, dopo anni di record negativi.
Tra questi, uno dei più importanti è relativo al numero di beni confiscati alla criminalità organizzata presenti sul territorio comunale. Un patrimonio di beni immobili valutato circa 28 milioni di euro (valore in continuo aggiornamento in quanto sono diversi i procedimenti di confisca definitiva in corso).
Record negativo che però, come a volte accade, potrebbe trasformarsi in enorme potenziale positivo sia in termini economici che sociali, proprio attraverso la parola restituzione. La legge italiana, infatti, prevede che tali beni non possano divenire oggetto di compravendita ma debbano rientrare – in misura prioritaria – nel patrimonio statale, oppure in quello comunale, attribuendo ad essi finalità di pubblico interesse.
PalazzoFerraraOtto sono i beni attualmente restituiti alla comunità battipagliese, esempio delle tre diverse possibilità di iter procedurale. Quella dell’interesse statale prioritario è rappresentata dal recente progetto di riconversione del cosiddetto palazzo Ferrara, in via Pastore, in residenza per la Polizia di Stato. Il bene dovrebbe rientrare nel patrimonio comunale, con gli oneri di manutenzione e di adattamento dell’immobile totalmente a carico del Ministero degli Interni.
Sarà destinato direttamente all’Ente comunale il locale sito in via Leopardi, dove sorgerà un centro polifunzionale per immigrati, e il terreno di due ettari tra via Bosco Primo e via Parmenide, dove sta per essere ultimata la scuola Sandro Penna.
Altri beni sono stati assegnati direttamente ad associazioni o enti: è il caso dell’ex materassificio di via Catania, affidato alle parrocchie cittadine per la realizzazione di un “Polo della carità”.
I restanti quattro beni (due già affidati e due in iter di affido) saranno affidati tramite avvisi pubblici. Tali bandi perseguono finalità sociali e occupazionali per soggetti svantaggiati e sono rivolti ad associazioni, imprese sociali, cooperative sociali.
Materassificio01Rientra in questo ultima tipologia il caso del Caffè 21 Marzo, bene confiscato sito in via Gonzaga, attualmente affidato all’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) “P’o ben ro paes”, vincitrice del bando con un progetto di reinserimento lavorativo di detenuti dell’ICATT di Eboli e di restituzione sociale del bene tramite doposcuola e laboratori gratuiti rivolti a tutta la cittadinanza. Ha vinto un bando d’affido anche il progetto degli Orti Sociali, siti nei terreni confiscati in località Bosco Primo, gestiti dal Circolo Legambiente “Vento in Faccia”.
In via di espletamento di gara vi sono attualmente due terreni, entrambi in via Fosso Pioppo: uno destinato all’attività di coltivazione della varietà locale di pomodoro denominata Fiaschello battipagliese e al recupero di prodotti agricoli che testimoniano la biodiversità del territorio, e l’altro da destinare ad attività di coltivazione di prodotti agricoli finalizzata ad offrire concrete opportunità occupazionali a soggetti lavorativamente svantaggiati.
Insomma, un patrimonio tutto da scoprire e da valorizzare, puntando a massimizzare il valore di tali beni sia in termini di welfare che come volano economico, magari facendoli “giocare in rete”, come suggerisce l’associazione antimafia “Libera”.
Toccherà alla nuova Amministrazione comunale far sì che la restituzione dei beni confiscati alla criminalità organizzata contribuisca a restituire dignità ad una città che merita ben altri record.

1° luglio 2016 – © Riproduzione riservata
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