Cimitero: carenza di loculi, degrado e vandalismo di Carmine Landi


«A’ generosi giusta di gloria dispensiera è morte». Lo scriveva Ugo Foscolo nel carme “Dei Sepolcri”. Per fortuna, il poeta di Zante non è nato a Battipaglia: facilmente avrebbe mutato idea se avesse cercato ispirazione tra i loculi del cimitero cittadino. Una passeggiata lungo le stradine del camposanto, a viale della Pace, aiuta a comprendere le condizioni d’un cimitero all’interno del quale, a dispetto dell’epigrafe sul frontone, la quiete eterna è soltanto un miraggio. Tant’è che è rimasto lo spazio per soli sei morti in una cittadella mortuaria al collasso: sono 30.083 i defunti che giacciono all’interno del camposanto cittadino. L’emergenza posti si protrae da mesi: sono rimasti liberi soltanto cinque loculi e una fossa distinta. E il nuovo cimitero, che dopo un’odissea di sette anni, dovrebbe finalmente veder la luce, è già saturo, visto che i due campi di inumazione, rispettivamente da 140 e 100 posti, sono già esauriti. E allora in municipio si fanno i conti coi quattrini che rimangono. Il dirigente dell’area finanziaria, Giuseppe Ragone, ha racimolato 80mila euro che potrebbero essere investiti nella realizzazione di nuove sepolture: nel mirino, c’è l’area definita “IV cimitero”, che, con quei soldi, potrebbe ospitare 80 nuovi loculi e 96 nicchie. E mentre i comunali che lavorano al camposanto propongono la pista del cottimo fiduciario, Cecilia Francese sembrerebbe più propensa a una procedura a evidenza pubblica. Di sicuro bisogna fare in fretta, perché alla città, che conta più di 50mila abitanti e che ha un tasso di mortalità giornaliero a quota 1,6 unità, il camposanto così com’è non basta più.
Tra le mura del cimitero, pure qualche giallo: a metà luglio, ad esempio, alla presenza degli agenti di polizia municipale, è stata riesumata la salma d’uno sconosciuto, seppellito qualche decennio fa, a insaputa di tutti, in un loculo del cimitero.
E sono frequenti le lamentele dei cittadini per le condizioni in cui riversa il camposanto, tra sterpaglie, erbacce e rifiuti: a Palazzo di Città gli amministratori e i funzionari fanno i conti con decine di segnalazioni e di doglianze. Al cimitero ci sono due dipendenti comunali, e uno soltanto è fisso, mentre l’altro si divide tra il municipio e il camposanto; gli operatori sono quattro, ma spesso, per ferialità, malattie o semplici turnazioni, si ritrovano in due. Tra via Marcovaldo e viale della Pace, non si vede da tempo il personale di Alba, che è in stato d’agitazione. In compenso si vedono bene le evidenze del degrado: dinanzi al cimitero, sotto il ponte autostradale, ci sono rifiuti d’ogni sorta, e perfino mobili abbandonati. Se l’esterno non convince, l’interno lascia ancor più perplessi: i viottoli sono lastricati da tempo di foglie e semini caduti dagli alberi, e dalle fioriere spuntano fiori secchi, e l’erba selvatica, che la fa da padrona pure nelle aiuole del nuovissimo cimitero, cresce ovunque, occultando completamente alcuni dei loculi più in basso. E poi c’è il vandalismo: tra il 17 e il 22 luglio sono state vandalizzate tre tombe. Presa di mira la colonnina della famiglia Corcillo, composta da quattro loculi e un ossario: qualche scellerato ha deturpato con un oggetto contundente le ceramiche con le fotografie di Ernesto e Donato Corcillo e d’un’altra congiunta. Indenni le due tombe al quarto e al quinto livello, forse troppo in alto per i vandali. Tanta stizza da parte della famiglia: «Mia mamma e i miei fratelli sono distrutti – dice il giovane avvocato Irene Corcillo, che ha sporto denuncia in Commissariato – mentre io provo sdegno e anche un po’ di pena per chi non ha minimamente intaccato l’immagine dei miei, che da qualche parte si staranno facendo una bella risata alla faccia di questo vandali da strapazzo». E il foscoliano «sonno della morte», all’ombra dei cipressi battipagliesi, è molto più duro che altrove.

28 luglio 2017 – © Riproduzione riservata
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