Cassa Rurale: l’ultimo saluto a Silvio Petrone

L’intera città di Battipaglia piange il dottor Silvio Petrone, da venticinque anni presidente di Banca Campania Centro e punto di riferimento per tutta la comunità cittadina e locale. Laureato in Economia e Commercio, ha abbracciato dal 1966 gli ideali del credito cooperativo iniziando a collaborare con l’allora Cassa Rurale e Artigiana di Battipaglia. La sua passione, unita a una preparazione professionale e culturale sempre alimentata da approfondimenti e studio, lo ha portato a ricoprire incarichi importanti a livello regionale e nazionale. È stato per molti anni direttore della Federazione campana delle banche di credito cooperativo di cui è poi stato presidente fino al 2015. 

“Don Silvio”, com’era affettuosamente conosciuto, ha sempre coniugato l’attenzione verso le comunità con i valori più puri della cooperazione di credito. Valori che lo hanno accompagnato per tutta la vita e che hanno segnato in maniera determinante il suo servizio alla comunità locale durante la sua presidenza. Un servizio testimoniato dalla collaborazione con le associazioni di volontariato che si occupano di lotta alla povertà. 

Grazie a lui, per esempio, è nato il primo ufficio migranti di una banca di credito cooperativo o il progetto Banca delle Qualità Campane per la valorizzazione delle eccellenze locali, realizzato con la Fondazione Symbola per le Qualità, il progetto #Pensaingreen, nato per far crescere la sensibilità alle problematiche ambientali e senza dimenticare l’impegno per i giovani con la nascita del club Kairòs Giovani Soci. 

I giovani, definiti “mai banali” dal presidente Petrone, sono sempre stati al centro della sua attenzione con eventi, iniziative, consigli da chi ha vissuto il proprio territorio e ha lottato per generare valore nel territorio stesso. Un territorio colpito dalla pandemia di coronavirus che ha spinto il presidente ad un ultimo gesto d’amore. 

I suoi ultimi giorni, infatti, Petrone li ha spesi nel trovare i modi più giusti e più rapidi per fronteggiare sul territorio l’emergenza causata dalla pandemia: già nelle prime ore successive al lockdown, aveva proposto e fatto approvare una serie di interventi autonomi di Banca Campania Centro, sia per sostenere economicamente famiglie e imprese e sia per donare agli ospedali più prossimi macchinari e materiale sanitario. 

Un uomo di spessore unico che ha dato tanto e che, come confermano le manifestazioni di affetto al momento dell’estremo saluto, ha lasciato un segno indelebile nelle persone che vivono il territorio in cui opera quella che è stata, e sarà sempre, la “sua” banca. 

Antonio Abate

13 giugno 2020 – © Riproduzione riservata

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