Carolina Vicinanza: «Rifiuti? È ora di dire basta!» di Carmine Landi

Al lavoro su vari fronti, l’assessore all’ambiente individua priorità e metodo per risolvere i problemi della città. A cominciare dai rifiuti

Battipaglia ha una nuova giunta. La sindaca ha presentato gli assessori il 16 luglio, un mese dopo il divorzio dai tozziani. E di lunedì mattina, in sala conferenze, gli occhi erano tutti puntati su Carolina Vicinanza, la nuova delegata all’ambiente. Un incarico che sta particolarmente a cuore ai battipagliesi.

In questa città, la delega all’ambiente è come saltare su un treno in corsa: è stimolata o preoccupata? «Mi stimola e, al tempo stesso, mi preoccupa: è incentivante poter fare qualcosa per Battipaglia; preoccupa, invece, la mole di problemi che ci si ritrova dinanzi».

I cattivi odori sono la criticità maggiore? «La puzza è la punta di un iceberg bello grosso, fatto di tanti altri problemi: c’è la spazzatura riversata sulle strade, ci sono gli spazi comunali che vengono utilizzati da qualcuno come se fossero delle pattumiere. Basta affacciarsi alla finestra e guardare le vasche sotto al Municipio».

Quali sono le priorità? «Vorrei iniziare dalle piccole questioni per poter fare poi le grandi cose. È inutile partire dai progetti stratosferici se poi non c’è l’abc».

Dall’igiene urbana: come si fa con una società, Alba, che chiude i bilanci con un passivo milionario? «Ho ascoltato le parti in causa: lavoratori, dirigenti, sindacati. Sto dedicando la prima fase dell’assessorato all’ascolto. Pare che il problema sia una cattiva amministrazione della partecipata: la guida deve cambiare al più presto».

Quando andrà via l’amministratore? «Non ne so molto perché mi sono insediata da poco, e Luigi Giampaolino non lo conosco nemmeno. Può anche darsi che sia il più capace del mondo, ma è volontà dell’amministrazione cambiare passo. Alla fine del mese ci sarà un’assemblea e vedremo cosa accadrà».

I nuovi contratti saranno triennali o quinquennali? «La volontà è di farli quinquennali, ma deve passare per il consiglio. Quel che è certo è che è volontà dell’amministrazione salvaguardare la società e i lavoratori: è una priorità».

Alba rischia la privatizzazione? «Assolutamente no».

Come si monitora il territorio? «Abbiamo bisogno di guardie ambientali, ed è necessario che abbiano pieni poteri per poter intervenire alla stregua di ufficiali di polizia giudiziaria. Stefania Vecchio mi diceva che è in fase di ultimazione un nuovo regolamento: vedremo di portarlo a termine e di predisporre un bando per questo nuovo monitoraggio».

Vanno educati i cittadini… «Il controllo è fondamentale: va dato un input, perché le cose non possono andare più così. C’è una mancanza di senso civico, un vero e proprio lasciarsi andare».

I rapporti con la predecessore, l’assessore Vecchio? «Stiamo ancora collaborando: si lavora come in una squadra, favorendo un passaggio di conoscenze. Sicuramente continueremo ad operare in questo modo».

Un mese fa cosa pensava la Vicinanza dell’amministrazione Francese? «È comodo parlare dall’esterno: sembra tutto più facile. Quando poi ti viene accordata la possibilità di impegnarti in prima persona, tra problemi e burocrazia, ti accorgi che tutto è diverso».

Nella città che parla solo di rifiuti, nell’ufficio comunale che s’occupa di ambiente il personale si conta sulle dita di una mano. Chiederà altri dipendenti? «Vorrei farlo, ma tutti i settori sono a corto di personale: mi farebbe piacere averne di più di comunali all’ambiente, ma non è facile».

Che idea s’è fatta della lotta agli impianti di rifiuti? «Credo che Battipaglia di rifiuti ne abbia già parecchi: ci sono tantissime società dedite alla lavorazione del pattume. Dall’alto non si può parlare di nuovi insediamenti, pubblici o privati che siano, e basta: bisogna guardare la situazione in un quadro generale. Ed è ora di dire basta».

Diciamo basta, ma non sappiamo quante ditte ci sono… «Ho già chiesto un elenco di tutte le ditte che lavorano i rifiuti: dovrebbero essere 24. So che ci sono delle società che operano qui, ma che hanno la sede legale in altri comuni: addirittura nel Napoletano. Dobbiamo vedere quante e quali sono e come lavorano. E passarle tutte in rassegna per vedere se sono in regola».

E sull’impianto di compostaggio? «Non voglio esprimermi ancora: sto valutando attentamente la situazione».

Lei ha un grande aiuto: le centraline del Rotary, quest’anno, consentono al Comune di avere dati scientifici… «Certo. Qualche giorno fa, per esempio, abbiamo avuto notizia in tempo reale di uno sforamento dei livelli di polveri sottili. L’ingegnere responsabile del servizio ha avvisato l’assessore Vecchio, e sono intervenuti i vigili: era un incendio di sterpaglie, rapidamente domante, ma le centraline ti consentono un tempestivo monitoraggio».

Cosa si farà con questi dati? «Per ora valori numerici non ne abbiamo: quando riceveremo i range, ci muoveremo. Se ci rendiamo conto che di notte c’è una concentrazione dei volumi di lavorazione in fabbriche che non sono autorizzate a lavorare di notte, allora andremo più a fondo».

Ha visto i consiglieri di maggioranza? «Ho incontrato anche molti consiglieri di minoranza. Alcuni li conosco molto bene. Voglio vederli tutti, maggioranza e opposizione, perché la priorità ambientale è di tutti. Sono aperta al dialogo e la voglio un’opposizione costruttiva, ma il problema ambientale va condiviso e risolto con tutti».

Lei è in giunta su proposta del consigliere Angelo Cappelli? «No. Mi ha chiamata Cecilia Francese, chiedendomi informazioni sul mio curriculum, perché ho un master in ingegneria sanitaria e ambientale alla Federico II. Lei ha voluto saperne di più e poi mi ha proposto di entrare in giunta».

E cosa ha fatto? «Ho voluto sentire un po’ tutti, in particolare i familiari e i soci del mio studio, visto che faccio la libera professione. Dopo ho detto di sì».

Com’è lavorare con la sindaca? «È come me l’aspettavo, in senso positivo. D’altronde la conosco da una vita».

E gli altri assessori? «A parte Gabriella Catarozzo, che conosco da piccola e che stimo, gli altri non li conoscevo: sto imparando a farlo adesso. Mi pare siano tutte persone con le quali si può dialogare».

Un augurio che l’ha colpita? «Mi ha fatto molto piacere ricevere la telefona dell’ex assessore alla legalità, Laura Toriello: la conosco da sempre, è un’amica ed una grande professionista. Appena ha saputo della nomina, mi ha chiamata, mi ha augurato un buon lavoro e mi ha detto che è un’esperienza che insegna tantissimo. Un gesto serio, che testimonia pure il valore della persona».

Di cosa parleremo tra un anno? «Di una Battipaglia più vivibile. E di Alba stabilizzata: ce n’è bisogno, perché il benessere dei lavoratori è pure il nostro».

27 luglio 2018 – © riproduzione riservata
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