Cappuccio: «Sono squadristi» di Paolo Vacca

Roberto Cappuccio, consigliere comunale indipendente, eletto nella lista Etica per il Buon Governo, si ritrova al centro del dibattito politico. Dopo che l’ingegnere ha formalizzato l’uscita dalla maggioranza, contestando duramente l’operato dell’amministrazione Francese, lungo le strade cittadine sono spuntati diversi manifesti col logo di Etica e con il timbro comunale dell’ufficio affissioni: Cappuccio, accusato di essere «abusivo», è stato invitato a lasciare il consiglio comunale.

Quali sono i motivi dello strappo con l’amministrazione?
«Dall’estate scorsa abbiamo sollevato questioni importanti sulla qualità dell’azione amministrativa e sulla stabilità della maggioranza. Il disorientamento e lo sbandamento della maggioranza si riferiscono a squilibri rispetto al rapporto tra consiglio e rappresentanza politica in giunta e, soprattutto, a risultati e alla mancanza degli obiettivi prefissati».

Sul manifesto comparso lungo le strade, al suo indirizzo, il gruppo di Etica denuncia la sua posizione “abusiva”. Crede che sia giusto continuare in consiglio nonostante lei sia stato eletto con quella lista?
«Questa concezione è squadrista e antidemocratica, da regime totalitario. La Costituzione italiana, alla quale mi ispiro, concede libero mandato agli eletti proprio per consentire agli stessi ampie funzioni di controllo dell’azione politico-amministrativa. La cosa che mi ha sorpreso, in questa storia, sono gli innumerevoli attestati di stima e di solidarietà ricevuti dai tanti delusi di Etica e da moltissimi candidati con me nella lista. È abusivo chi usa il movimento per fini personali. Forse ho dato fastidio proprio perché con forza e decisione ho chiesto a gran voce contezza di tali azioni (ci sono atti certi e protocollati). Ma tutto questo, un po’ alla volta, verrà fuori. Ritengo che sia abusivo chi ha tradito il programma con cui abbiamo vinto le elezioni del 2016».

Già nel 2017 si dichiarò indipendente dal gruppo ‘Etica’: oltre ai dissidi con l’amministrazione, ha pesato sulla sua scelta anche qualche contrasto con i componenti del movimento civico?
«I contrasti sono nati sulle cose da fare: ambiente, imprese, servizi sociali, impianti sportivi, lavori pubblici. Per fare questo, già con la dichiarazione di indipendenza chiesi di allargare alle forze democratiche e più dinamiche, aprire alle migliore energie e non rimanere rintanati nella logica di un movimento fermo e inerte».

Quali gli errori e quali le azioni positive di questo governo cittadino?
«Le azioni positive potevano esserci prendendo decisioni nette e attuando il programma. Sul lato negativo basta vedere la questione rifiuti, Alba, l’assetto del territorio, il piano di zona, impianti sportivi e lavori pubblici e il Puc».

Crede che il mandato di Cecilia Francese stia giungendo al termine?
«Dipenderà dai risultati e dall’azione del sindaco. Certamente, la maggioranza in consiglio comunale non risponde alla maggioranza in città. Nella comunità non c’è corrispondenza».

5 maggio 2018 – © riproduzione riservata
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