Calcoli a Palazzo di Carmine Landi

I conti non finiscono mai. Dopo l’approvazione del bilancio di previsione, a Palazzo di Città è già tempo di rendicontazioni. Nei giorni scorsi la giunta ha approvato alcuni importanti provvedimenti di carattere finanziario: si tratta della relazione sul rendiconto di gestione del 2016 e del riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi.
Per il 2016 c’è una perdita d’esercizio da 2,4 milioni che l’amministrazione sottoporrà all’attenzione del consiglio comunale. La somma trae origine dagli esigui proventi finanziari, che nel 2016 non hanno nemmeno raggiunto i 10mila euro, a fronte di oneri finanziari da più d’un milione di euro. E sommando pure il gap tra proventi e oneri straordinari, il passivo arriva a 3,7 milioni. Alla cifra però vanno sottratti quei 2,1 milioni d’attivo tra le componenti positive di gestione e quelle negative. L’amministrazione è stata virtuosa nella gestione di quelle somme, e così il rosso s’attesta attorno agli 1,5 milioni, ma vanno aggiunti 896mila euro di Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, e così s’arriva a un risultato d’esercizio col segno meno davanti ai 2,4 milioni. Una somma che mantiene comunque l’Ente in riga con gli obiettivi relativi al pareggio di bilancio del 2016. Ora, su quella perdita, la parola passa al consiglio comunale.
Il risultato di amministrazione disponibile, che poi è stato iscritto nel bilancio di previsione come disavanzo da ripianare, è di 17,3 milioni di euro.
Per quel che riguarda i residui attivi e passivi, ogni battipagliese ha un credito di 723 euro e un debito di 632 euro.
Vien fuori che i residui attivi provenienti dalla gestione di competenza, quella del 2016, ammontano a poco più di 11 milioni di euro, mentre quelli passivi sono poco più di 20 milioni. Ai primi s’aggiungono i quasi 25 milioni di euro attivi risultanti dall’esercizio 2015 e da quelli precedenti; ai secondi, invece, vanno aggiunti gli 11,4 milioni di euro di passività preesistenti.
Tra i residui attivi di maggiore consistenza, con oltre cinque anni di anzianità, spiccano i 2,8 milioni di euro che risalgono al 2004 e 2005 e che Palazzo Chigi deve al Comune come contributo per il ristoro ambientale per la realizzazione dell’ex cdr. Dopo un accordo di compensazione volontaria, Battipaglia ha già incassato 941mila euro. Tra i residui passivi, invece, alcuni compensi spettanti alla Maggioli, concessionaria dedita alla riscossione, e 120mila euro che Battipaglia deve rimborsare al Comune di Roma per aver beneficiato, tra il 2009 e il 2010, di personale in posizione di comando.

19 maggio 2017 – © Riproduzione riservata
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