Beni confiscati, ne parla Cittade di Valerio Giampaola


Alla presenza di illustri magistrati e autorevoli esponenti dell’associazionismo, Cittade si presenta ai battipagliesi col convegno sui beni confiscati

Grande partecipazione per la prima uscita cittadina dell’associazione Cittade, guidata dal medico Pierdomenico Di Benedetto e dall’avvocato Stefania Apostolico. Lo scorso 30 marzo, nel salotto comunale, s’è tenuto il convegno Il riutilizzo dei beni confiscati alla camorra, occasione per confrontarsi su un tema importante per lo sviluppo cittadino. Il convegno, moderato proprio dalla Apostolico, s’è sviluppato su un alternarsi di autorevoli interventi del mondo giuridico e del terzo settore direttamente impegnato nella lotta alle mafie e nella rigenerazione degli spazi sottratti ai capitali malavitosi.
Dopo gli interventi di apertura del sindaco Cecilia Francese e dell’assessore Laura Toriello, che hanno definito gli iter di assegnazione in corso, e del presidente della Camera Penale Michele Sarno, è stata la volta dei saluti degli organizzatori del convegno, l’associazione Cittade, e degli interventi dei suoi rappresentanti. L’evento, patrocinato dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Salerno, dalla camera penale di Salerno e dal comune di Battipaglia, è stato occasione per gli iscritti all’ordine degli avvocati di acquisire tre punti di credito nella formazione obbligatoria dell’albo. Questo soprattutto in ragione della presenza tra i relatori di tre magistrati salernitani illustri come Alfonso Greco, già procuratore Capo del Tribunale di Vallo della Lucania, Leonida Primicerio, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Salerno, e Antonio Centore, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Salerno.
I tre magistrati, nei loro interventi, hanno posto l’accento sull’attuale normativa dei processi di confisca dei beni, raccontando le loro esperienze in merito, soprattutto nella prima decade degli anni 2000, quando lo strumento dell’attacco ai patrimoni mafiosi ha iniziato ad essere utilizzato con costanza. In particolare, Centore ha raccontato della sua azione di confisca sul territorio cittadino, in occasione del Processo California, che ha portato all’arresto di molteplici esponenti dei clan della piana del Sele. In un secondo momento s’è detto soddisfatto per quello che ha descritto come «convegno coraggioso», in una città che, in alcuni momenti, gli era parsa «scornosa» rispetto alla presenza di tanti beni confiscati che, come ha ricordato, sono il simbolo della vittoria delle battaglie di cui bisogna essere orgogliosi.
Oltre a quelli dei magistrati, vi sono stati gli interventi di esponenti del terzo settore impegnati da sempre nella lotta alla criminalità organizzata e nelle pratiche di riutilizzo dei beni confiscati. Angelo Mammone per Libera e Valerio Calabrese per Legambiente hanno raccontato l’impegno delle due associazioni nazionali sul tema e le esperienze cittadine del Caffè 21 Marzo e degli Orti Sociali. Successivamente le conclusioni di don Luigi Merola, prete di Forcella da sempre impegnato nella rivalutazione di un quartiere difficile del centro storico di Napoli, hanno messo al centro l’importanza dell’impegno concreto e dell’uscire dai luoghi ordinari, per rendersi conto del mondo reale e per tornare ad essere educatori credibili e concreti, partendo dai più deboli: i bambini. «Un’entusiasmante serata, di alto profilo, con un parterre di relatori egregiamente moderati dall’avvocato Apostolico, al comune di Battipaglia, per parlare del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie, ed è solo il primo degli incontri promossi da Cittade», promettono i rappresentanti dell’associazione civica nata nel dicembre 2016. «Siamo assolutamente trasversali rispetto ad appartenenze partitiche, e ci proponiamo di animare la partecipazione di tutti su problematiche di interesse comune. Cittade sarà anche informazione culturale, formazione e monitoraggio per lo sviluppo sociale economico per il benessere collettivo».

Foto di A. Nocera

7 aprile 2017 – © Riproduzione riservata
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