Beni comunali: hanno un piano. Di cemento di Carmine Landi


Permessi per costruire centri commerciali, palazzi e negozi per chi compra i beni comunali in vendita: questa la proposta della maggioranza

Un po’ di cemento per ripianare il disavanzo.
L’amministrazione tira fuori un piano di valorizzazione dei beni da alienare. Un programma fatto di varianti di destinazioni d’uso e di bonus edificatori, col quale la sindaca Cecilia Francese mira a rendere più appetibili i cespiti comunali che Palazzo di Città sta provando a cedere invano da otto anni a questa parte.
Il piano, ufficializzato durante una conferenza stampa di Forza Italia, alla quale, oltre al senatore Enzo Fasano, hanno preso parte l’assessore Giuseppe Provenza, il capogruppo consiliare Valerio Longo e il presidente di Speranza per Battipaglia Gianluca Barile, era sulla scrivania della sindaca già da qualche settimana. E in maggioranza ci si è confrontati sul documento, proposto proprio dai forzisti, e l’okay è arrivato dieci giorni prima della presentazione ufficiale.
Un documento dallelevata caratura politica, a detta di Longo: «Dimostra il ruolo rilevante del consiglio comunale, che programma le linee amministrative del governo della città». E le dismissioni sono fondamentali per allontanare lo spettro del dissesto, visto che l’amministrazione ripone nella vendita dei beni le speranze di incassare quei venti milioni utili a ripianare il disavanzo comunale.

Tabacchificio multiuso
Buona parte del successo dell’operazione dipenderà dalla vendita degli immobili ex Ati, visto che il vecchio tabacchificio, da solo, vale più di 7,5 milioni. «Per consentire al privato di rendere produttivo l’investimento», si legge nel documento, l’amministrazione metterà in campo gli atti amministrativi necessari ad ampliare il raggio delle destinazioni d’uso. Un polo fieristico, o un albergo con annesse attività di ristorazione, o ancora un incubatore d’impresa, o un centro direzionale e di servizi: sono molteplici le proposte. E per metterle nero su bianco, la giunta indirà dei concorsi di idee: gli architetti potranno presentare delle progettazioni che saranno rimborsate con una quota incassata dalla vendita del bene. Lo stesso procedimento sarà avviato pure per gli altri immobili.

Un centro commerciale al Pastena
È un tormentone in voga da oltre vent’anni. Si tratta del proposito di realizzare un centro commerciale in città: stavolta, però, si pensa alla palazzina dello stadio Pastena. «Potrebbero trovarci ospitalità proprio i commercianti battipagliesi…», prospetta Longo. La grande palazzina dello stadio Pastena potrebbe diventare un centro commerciale di grande distribuzione, all’interno del quale sarebbero previste pure attività sportive, alberghiere e perfino di housing sociale. L’idea è quella di servirsi di lotti funzionali integrati.

Il macello “commerciale”
Pure l’ex macello comunale s’avvarrà d’una destinazione commerciale per strutture di media distribuzione. La Francese e i suoi assessori delibereranno anche che, all’interno della struttura, possano essere realizzate delle attrezzature ludico-ricreative, portando a un aumento della superficie coperta fino al 50 percento.

Alle porte della città
Lamministrazione Francese mette da parte il bando di idee sulla rotatoria ex Anas, fortemente voluto dalla commissione straordinaria, che fu indetto nel 2015. La giunta predisporrà un nuovo concorso d’idee, fornendo già la proposta di destinazione: larea della maxi-rotonda, che diverrà un parco urbano attrezzato, avrà funzioni ludiche, commerciali e gastronomiche. E per quel che riguarda le tante aree comunali nei pressi dell’autostrada, che sono rimaste abbandonate a sé stesse, si prevede la riconversione in orti urbani.

Metri cubi riciclati
Nella zona Peep (Piano edilizia economica popolare) del rione Sant’Anna ci sarebbero 80mila metri cubi residenziali non ancora utilizzati. I consiglieri hanno chiesto conferma del dato al dirigente dell’ufficio tecnico Pasquale Angione. E allora si mira al riciclo nei pressi della torre piezometrica, che è collocata proprio in quell’area: l’amministrazione assegnerà un indice fondiario di 3 metri cubi residenziali per ogni metro quadro attiguo all’immobile, fino a coprire il 35 percento del suolo.

Il credito edilizio
C’è una pratica che consente di assicurarsi dei mutui, a fronte d’un’ipoteca, ai fini della costruzione e della riqualificazione di alcune aree. Si chiama credito edilizio, e l’amministrazione Francese la metterà in pratica nell’Americanino, nei terreni ex Ersac e nei pressi dell’ex serbatoio. Per quel che riguarda la struttura di via Giusti, saranno trasferiti dei volumi comunali a chi investirà, assicurando un diritto di prelazione all’associazione Primavera, considerando il contratto di fitto che rimarrà in essere per altri dodici anni. A via Gonzaga, all’area ex Ersac, si conferirà un indice residenziale di 5 metri cubi per ogni metro quadro tramite una concessione diretta convenzionata.
E nei terreni di via Olevano i volumi edilizi avranno un incremento del 20 percento in caso di ristrutturazione e addirittura del 35 percento con demolizione e ricostruzione.
E la città si divide tra chi crede che la mossa sia necessaria a rendere più appetibili dei beni che, «così come sono, non fanno gola a nessuno», come osserva Longo, e chi pensa che nessun disavanzo da ripianare valga un’ulteriore colata di cemento in una città nella quale s’è già costruito. E pure tanto.

 19 maggio 2017 – © Riproduzione riservata
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