Battipaglia… solo andata? (di Daiberto Petrone)

Le immagini di un aereo che atterra all’aeroporto di Pontecagnano, a bordo una giovane attrice che rientra a Battipaglia, dopo un lungo periodo trascorso lontano dalla sua terra, sono i fotogrammi di inizio del film documentario di Carlo Bruno Ritorno a Battipaglia, la città nuova.

I cartelli stradali “Casal di Principe” e “Battipaglia”, la marcia delle volanti della Polizia, con tanto di cappellini e pettorine con la scritta DIA, sono gli imbarazzanti fotogrammi dell’arresto del sindaco Santomauro ripetutamente mandati in onda ed oggetto di sovrabbondanti accessi in rete da parte di tanti improvvisamente interessati agli affari di Palazzo.

Il film di Carlo Bruno rappresenta uno spaccato di storia meno recente della nostra comunità e recupera alla memoria elementi di forte positività della città nuova scoprendo o riscoprendo il profondo senso di “appartenenza” dei primi cittadini battipagliesi, che hanno mirabilmente scritto la storia del nostro paese.

I recenti fatti di cronaca, decisamente sovraesposti, per fini che personalmente non condivido, se da una parte impongono rispetto per le vicende personali del Sindaco e dei funzionari coinvolti, dall’altra devono indurre ad una non più rinviabile riflessione sulla degradante condizione di un paese mortificato da una classe dirigente e da rappresentanze politiche decisamente non all’altezza dei compiti loro affidati. Del resto il silenzio serbato dagli amministratori e dalle forze politiche, nell’immediatezza dei fatti, tranne qualche infelice esternazione, ha fatto pensare che, poi, la cosa non li avesse sorpresi più di tanto, quasi un ineluttabile destino incombesse sulla nostra cittadina. Resta da chiedersi se in un momento così grave della vita del nostro paese – non solo commissariato, ma anche “indagato” per presunte infiltrazioni della camorra – vi fosse un minimo di consapevolezza da parte dei nostri amministratori e politici dell’importante ruolo di rappresentanza rivestito. A giudicare dalla acritica suddivisione per schieramenti, gruppi e gruppetti portatori di interessi di cordata, alcuna seria analisi è stata neppure accennata, né invero vi è stato un vero confronto a livello istituzionale e politico teso a ricercare le cause ed i comportamenti che hanno consentito il pruriginoso epilogo che ha travolto la vita amministrativa di Battipaglia, dal quale, anzi, tutti sembrano prendere le distanze, quasi non vi fossero innegabili responsabilità della maggioranza politica e di governo che ha retto le sorti del paese nell’ultima consiliatura. In verità la voce di qualcuno si è levata e, lungi dal porsi nell’ottica della valutazione dei fatti, dei problemi e delle strategie più utili per recuperare una sana gestione della cosa pubblica, ha trovato la soluzione ad ogni problema semplicemente candidandosi alla successione.

Con preoccupazione per il futuro della nostra cittadina, siamo costretti a registrare l’evanescenza di una classe politica mai all’altezza dei ruoli, incapace di rapportarsi nei momenti cruciali in maniera corretta con i cittadini e di interpretare il servizio pubblico come la più alta espressione della vita comunitaria. Ancora una occasione perduta, forse i battipagliesi, figli dei pionieri della ricostruzione e della rinascita di Battipaglia “città nuova” di cui al documentario di Carlo Bruno, avrebbero meritato qualcosa in più di una proposta di semplice successione al trono; si aspettavano, forse, che i rappresentanti politici ed istituzionali del proprio paese avessero avviato, senza sovrapporre  sciagurate vicende personali ai compiti della vera politica, un percorso teso a superare le manovre, i traffici e gli accordi dei gruppi di potere attenti solo alle spartizioni, per confrontarsi con il paese reale fatto soprattutto di cittadini operosi e preoccupati del presente e soprattutto del futuro dei propri figli.

Ritorno a Battipaglia “città nuova” rischia di restare solo il titolo di un film; forse oggi il nostro è diventato un paese dal quale allontanarsi…?

Daiberto Petrone

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