Aria, acqua, terra e fuoco

Chi ha studiato Anassimene o chi segue gli oroscopi di Paolo Fox conosce bene i quattro elementi fondamentali: aria, acqua, terra e fuoco. Serviamocene per misurare progressi o regressi di Battipaglia, ma anche come promemoria per la sindaca Francese, per il consiglio comunale e gli assessori.
Aria. Da anni irrespirabile, specie d’estate. Dalla crisi regionale dei rifiuti degli anni Novanta, col suo portato di siti di stoccaggio, cdr e derivati, dire che a Battipaglia la qualità dell’aria è assai peggiorata è un’espressione eufemistica (ne scrive brillantemente Roberto Lembo nella sua rubrica). In alcuni quartieri i miasmi provenienti dalla zona industriale ammorbano l’aria in modo insopportabile. I battipagliesi ringraziano gli amministratori che a vario titolo (sindaci e consiglieri regionali in primis) hanno contribuito nel corso degli anni a creare questa situazione. Cecilia Francese ha convocato un incontro con le parti in causa, speriamo che ne conseguano provvedimenti e interventi atti a ripristinare una situazione di normale tollerabilità. Se non profumo di lavanda, almeno non puzza di putrida spazzatura.
Acqua. Anche quest’anno la qualità del mare battipagliese e stata scarsissima. Balneabile o meno che sia, è evidente a tutti che se non si rendono efficienti i depuratori e non si controllano gli scarichi abusivi, il mare blu resterà un sogno irrealizzabile. Trovare i soldi e le soluzioni, e agire: possibilmente prima dell’estate 2017.
Terra. Da intendere come pulizia e rispetto dei luoghi pubblici. La città è sporca, le ville comunali luride. Le colpe vanno equamente divise tra chi sporca e chi non pulisce. Il Comune deve – tramite la società incaricata – garantire un livello di igiene urbana sensibilmente maggiore, impegnando più uomini e più risorse, i cittadini devono essere meno maleducati e imparare a censurare i comportamenti incivili altrui. Visto che l’educazione civica è materia ostica ai più e spesso non si può contare sulla collaborazione dei cittadini, occorre contrastare e sanzionare coloro che sporcano e oltraggiano la città. Chi frequenta i pochi spazi verdi sopravvissuti allo scempio edilizio sa che i giardini pubblici sono in condizione di abbandono e di degrado. Sono luoghi sporchi, fatiscenti e poco sicuri. Ma finché non si provvederà a presidiarli, magari con custodi o con vigili urbani, la situazione non può che peggiorare. Prudenza con le concessioni: è noto cosa è accaduto con gli impianti sportivi. Evitiamo di ripetere gli errori del passato.
Fuoco. Quello della polemica distruttiva, dell’attacco personale, dell’interminabile faida che da vent’anni imperversa in questo paese. Spegnete ‘sto fuoco, cessate il fuoco! Basta con gli attacchi continui agli avversari politici, ai dissidenti, ai giornalisti non allineati. Proviamo (tutti, nessuno escluso) a pensare e agire in maniera costruttiva. Le origini di questo malcostume sono lontane: ne è responsabile sia chi ha cominciato a degenerare nel linguaggio e negli atteggiamenti, sia chi ha tollerato la deriva “squadrista”, nella quale gli avversari vanno insultati, calunniati, resi inoffensivi. Il primordiale e rozzo spoils system perpetrato dalle ultime amministrazioni, subìto da oppositori dentro e fuori il Municipio, ha impoverito la comunità e offeso le istituzioni.
A chi oggi guida una comunità e amministra un territorio, l’invito a spezzare questa deleteria continuità col passato, a isolare i facinorosi (si diceva un tempo), a contenere i rancorosi cronici, a seppellire l’ascia di guerra. Altrimenti la sconfitta definitiva, non quella elettorale ma dell’intera città, è solo questione di tempo.

2 settembre 2016 – © Riproduzione riservata

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