Amianto, la bonifica non c’è e si vede di Silvana Magali Rocco


Una città ancora piena di amianto: i residenti, impauriti, attendono da tempo le bonifiche

Secondo l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno le fibre di amianto provocano nel mondo, più di centomila decessi. La pericolosità dell’amianto è aggravata dal fatto che le sue fibre, quando disturbate meccanicamente, si dividono, generando fibre sempre più sottili che restano sospese nell’aria e diventano potenzialmente inalabili.
L’amianto tende ad accumularsi nei bronchi e negli alveoli polmonari provocando danni irreversibili ai tessuti, spesso di natura cancerogena. L’Italia è stato uno dei maggiori produttori e utilizzatori di questa fibra killer fino all’entrata in vigore della legge 257 del 1992, che ne ha bandito l’estrazione, l’importazione, la lavorazione, l’utilizzazione, la commercializzazione, il trattamento e lo smaltimento sul territorio nazionale. Secondo il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, i quantitativi di materiali contenenti amianto presenti sul territorio si aggirano intorno ai 32 milioni di tonnellate, derivanti, in gran parte, dai 2,5 miliardi di metri quadri di coperture di lastre in cemento-amianto, l’eternit. Il Ministero dell’Ambiente, di concerto con le regioni, deve redigere il Piano nazionale amianto, ossia la mappatura completa della presenza di amianto sul territorio, obbligo introdotto dalla Legge 93/2001 e dal decreto ministeriale 101 del 2003. Ai fini della mappatura, le regioni hanno l’onere di trasmettere al Ministero i dati relativi alla presenza di amianto entro il 30 giugno di ogni anno.
Il Comune di Battipaglia nel 2010 ha svolto un’indagine finalizzata all’individuazione dei siti ove erano presenti materiali contenenti amianto. Con l’ordinanza n.125 è stato imposto a tutti i proprietari e amministratori di beni mobili ed immobili nei quali fossero presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile, nonché ai titolari o legali rappresentanti di unità produttive, d’effettuare il censimento degli stessi e di attuare le azioni e gli interventi volti ad eliminare eventuali condizioni di rischio per la salute pubblica. Secondo i dati resi noti dal servizio ambiente del Comune, che nel 2010 recepì le segnalazioni per auto-bonifica da parte dei proprietari degli immobili, in città ci sarebbero 123.078 metri quadri da bonificare (Centro 28.249, Taverna 1.498, Belvedere 7.731, Sant’Anna 16.574, Serroni 150, zona industriale 59.647, zona agricola 9.229). In città, sull’argomento, è alta l’attenzione del Comitato civico e ambientale di Cosimo Panico.

7 aprile 2018 – © Riproduzione riservata
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