All’ultimo sangue

Ancora non si conosce la data delle prossime elezioni e già il livello dello scontro è scandalosamente basso. Tranne qualche lodevole eccezione, le forze in campo si scambiano colpi proibiti, nonostante la campagna elettorale sia appena cominciata.
I mezzi usati sono i più disparati: giornali, televisione, passaparola e, soprattutto, i social network. Le modalità di aggressione sono le solite, si va dal pettegolezzo all’insinuazione, dal dileggio alla calunnia. I protagonisti sono le seconde e terze linee, che da infimi pulpiti si scagliano contro questo o quel candidato. Le accuse lanciate sono al vetriolo, i colpi sono bassissimi, come il livello di chi li sferra; i più vigliacchi di questi Savonarola 2.0 si nascondono dietro falsi profili sui social, approfittando così dell’anonimato. È ipotizzabile che i più agiscano per scaricare la propria frustrazione, ma non è da escludere che alcuni siano il braccio armato di qualche candidato senza scrupoli, i sicari di qualche mandante.
I professionisti della denigrazione ci sono sempre stati, ma il fenomeno era circoscritto a pochi individui che per strada o dal palco gettavano fango gratis o su commissione. Oggi però, la diffusione e la potenza dei social network hanno favorito il proliferare di questa miseria umana, dando voce – ma spesso non volto – ai peggiori calunniatori prezzolati. Credo che, prima o poi, ci si dovrà interrogare sulle venefiche potenzialità dei social media e scegliere se disciplinarne l’uso o tollerarne l’abuso. Certo che se a più di due mesi dal voto siamo a questi livelli, con scritte sull’asfalto della centralissima via Mazzini e decine di anonime pagine facebook dedicate all’elezioni comunali, traboccanti insulti e calunnie, tra qualche settimana il livello dello scontro non potrà che degenerare ulteriormente.
L’invito rivolto ai candidati sindaci e consiglieri è quello di abbassare i toni, di rispettare tutti i competitori e, soprattutto, di isolare ed emarginare chi pratica questo odioso gioco al massacro. Il consiglio agli elettori è di non incentivare il malcostume, ignorando i detrattori e non condividendo i loro velenosi post. Chi non lo farà o chi se ne gioverà non potrà che essere considerato complice.
Un tempo, anche i duelli all’ultimo sangue erano disciplinati da severe e minuziose regole improntate all’onore e alla correttezza. Anche se in gioco c’era la propria vita, nessuno, tranne i codardi, osava contravvenirle. Ieri come oggi, è sempre possibile scegliere in che partito stare: quello dei vigliacchi o quello dei galantuomini.

25 marzo 2016 – © Riproduzione riservata
Facebooktwittermail