All’ultimo respiro di Francesco Bonito

Ci vorrebbe la sirena, quella che durante la guerra avvertiva la popolazione dell’imminente bombardamento, per avvisare i battipagliesi dell’arrivo dell’olezzo che certe notti incombe su gran parte della città. Almeno si farebbe in tempo a chiudere le finestre aperte per la calura estiva. Senza la difesa di una contraerea efficace, la popolazione è quasi sempre colta nel sonno dal diffondersi di una puzza insopportabile, spesso di rifiuto putrido, a volte acre come di gomma bruciata. Non è una novità dell’estate battipagliese 2017, tutt’altro. Nero su Bianco ne ha parlato diffusamente nel corso degli anni fin dal lontano 2006: tre copertine e numerosi articoli di denuncia nel corso degli ultimi undici anni. Noi non ci siamo stancati di parlarne, ma i battipagliesi sono ormai stremati, stufi di respirare quest’aria maleodorante e, speriamo di no, nociva.
È arrivato il momento di trovare una soluzione al problema, oppure di ammettere di non essere in grado di risolverlo. Basta rimandare! Inutile nascondersi dietro l’alibi che il disagio lo hanno creato gli altri, chi c’era prima. È vero: alle spalle dei battipagliesi negli anni si è allocato nella zona industriale un “distretto dei rifiuti” che ha penalizzato la vivibilità e la salubrità di Battipaglia. I cittadini lo hanno scoperto un po’ per volta: prima il cdr (i battipagliesi sanno chi ringraziare), poi i siti di stoccaggio, poi le aziende che “trattano” i rifiuti, poi un rogo di pneumatici, poi l’incendio di materie plastiche, e per finire, tra qualche mese, un nuovo grande impianto di compostaggio per accogliere altri rifiuti “umidi” da tutta la provincia. Se non bastasse, un impianto di compostaggio c’è già, a pochi centimetri dal confine battipagliese, in queste ore al centro di una polemica tra le amministrazioni di Battipaglia ed Eboli: un derby all’ultimo respiro.
I rifiuti: un affare, un grande affare. Ma non per i cittadini. Per anni hanno promesso ai battipagliesi controlli severi, ristoro economico, bonifica di vecchie discariche. E chi li ha visti? Da Zara in giù, o in su, a seconda dei punti di vista, è stato un piano inclinato, con l’accettazione remissiva di ogni sopruso compiuto ai danni di casa nostra. C’è da chiedersi se in questi ultimi vent’anni sia prevalsa più l’incapacità, la distrazione o la complicità. La risposta i battipagliesi ce l’hanno sotto gli occhi. Anzi, sotto il naso.

28 luglio 2017 – © Riproduzione riservata
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