Allarme smog in città di Silvana Magali Rocco


A via del Centenario superate per tre giorni le soglie massime di polveri sottili

Con le nuove Linee guida, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha parlato chiaro: per non ledere la salute umana, il Pm10 non deve superare la soglia dei 20 microgrammi per metro cubo. Entro il 30 giugno 2018, l’Italia dovrà recepire la Direttiva sui limiti nazionali di emissioni (Nec) e redigere un programma nazionale contro l’inquinamento atmosferico entro il 2019. Con la nuova Direttiva si impongono limiti più rigorosi per i cinque principali inquinanti atmosferici (So2, NOx, Nmvoc, Nh3 e Pm2.5). Particulate Matter, meglio noto sotto la sigla “Pm”, è l’espressione che serve a classificare un mix di particelle solide e liquide, il particolato, che circolano nell’aria che comunemente respiriamo in città. Il particolato può essere generato da varie fonti: processi naturali quali erosione del suolo, incendi boschivi, dispersione di pollini et similia, oppure da attività antropiche come il risultato di processi di combustione e il traffico veicolare. Il quantitativo di particolato può anche essere prodotto da processi secondari, generati in atmosfera per reazione tra inquinanti, come accade per gli ossidi di azoto (NOx), il biossido di zolfo (So2), l’ammoniaca (Nh3) ed i Composti organici volatili (Cov), per formare solfati, nitrati e sali di ammonio. Più il particolato è piccolo e più è insidioso e pericoloso per la salute umana, perché può penetrare in profondità negli alveoli polmonari. Quindi  viene effettuato il monitoraggio ambientale di Pm10 e Pm2.5 che rappresentano, rispettivamente, le frazioni di particolato aerodisperso aventi diametro aerodinamico inferiore a 10 µm e a 2.5 µm.

Nell’intere giornate del 15, 16 e 17 aprile, la centralina dell’ARPAC (Agenzia Regionale di Protezione Ambientale Campania) ubicata a  Battipaglia presso  la stazione di monitoraggio di via Clarizia, all’interno del Parco Fiume una delle poche aree verdi della città, ha rilevato il superamento della soglia massima di Pm10 prevista per legge, toccando la soglia di 66 µg/m3 domenica 15 e di 73 µg/m3 lunedì 16. Il 17 aprile, il Pm10 misurato dalla centralina è schizzato a 90 µg/m3, dato paragonabile ai valori di allerta della città di Milano. Negli stessi giorni, la centralina adiacente allo stir di Battipaglia rilevava valori superiori alla norma: 60 µg/m3 il 15), 70 µg/m3 il 16 e 69 µg/m3 il 17.

Le soglie di concentrazione in aria delle polveri fini Pm10 sono stabilite dal decreto legislativo 155 del 2010 e calcolate su base temporale giornaliera ed annuale. Il Valore limite annuale per la protezione della salute umana è di 40 µg/m3 mentre il Valore Limite giornaliero è di 50 µg/m3 da non superare più di 35 volte l’anno. Recenti studi condotti dall’Oms indicano che l’esposizione acuta a particelle in sospensione contenenti metalli, come le particelle derivanti dai combustibili fossili usati come carburanti, possono causare infiammazione delle vie respiratorie e nel sistema cardiovascolare. Nelle persone più sensibili, come gli asmatici e le persone con malattie polmonari e cardiache preesistenti, si genera un peggioramento della meccanica respiratoria, ad esempio la diminuzione della funzione polmonare, e gravi sintomi quali tosse o attacco di asma, alterazione dei meccanismi di regolazione del cuore e della coagulazione del sangue.

5 maggio 2018 – © riproduzione riservata
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