Alla scoperta di… San Severino di Centola (di Anna Maria Piliero)

SanSeverinoNel basso Cilento, nel comune di Centola, vi è un affascinante borgo di origine medioevale: San Severino dove il tempo si è fermato.

Situato sulla sommità di un alto colle, il paese sovrasta la valle del fiume Mingardo, che qui scava una stretto fossato chiamato Gola del Diavolo. Gli edifici in bilico sullo strapiombo dimostrano la maestria dei costruttori antichi, regalando ai posteri il fascino per un mondo quasi esoterico in cui la fede, la magia e lo studio attento delle regole, vivevano strettamente con l’umile vita dei contadini.

Il borgo era noto come San Severino de Camerota, di cui fu casale fino al 1861 quando passò a Centola. Paolo Diacono nella sua Historia Longobardorum pone l’origine dell’insediamento nel VII secolo, ad opera di mercenari Bulgari emigrati con il loro principe Aztek nel Principato Longobardo di Salerno. Questi furono adibiti al controllo della gola del Mingardo e della principale arteria di collegamento per il Golfo di Policastro, garantendo il collegamento con il Porto di Palinuro. A questa epoca risale il primo insediamento con la costruzione di una torre di avvistamento.

L’importanza strategica del borgo fortificato è testimoniata dall’aspra contesa che vi fu nel 1075 tra il Conte Guido di Policastro e Guimondo dei Mulsi. Per risolvere la controversia, i due nobili accettarono di sottoporsi all’arbitrato del Principe di Capua, ma Guido non arrivò mai nella città, fu ucciso in un’imboscata, proprio nella gola del Mingardo dagli sgherri di Guimondo: “così morì la luce di tutti i Longobardi” scrisse Amato di Montecassino nella sua Storia dei Normanni, di fatto pochi anni dopo, nel 1077, i Normanni conquistarono il Principato di Salerno.

SanSeverino02Un’opera di grande ingegneria si trova sul piano di roccia che si affaccia sulla Gola del Diavolo: sono i resti della chiesa di Santa Maria degli Angeli (nella foto) con abside pentagonale e ad unica navata. Farebbe parte di un complesso più antico, come testimonia il campanile, a base quadrata che addossato alla facciata in maniera innaturale, risulta chiaramente di costruzione precedente all’attuale chiesa, insieme alla camera sepolcrale interrata. Il palazzo baronale è l’edificio di architettura civile più importante del borgo: il livello seminterrato con il frantoio (nei locali vi sono ancora le macine di pietra) e i locali di servizio; al secondo livello, il piano nobile del palazzo, è finemente decorato esternamente in pietra arenaria. Continue peripezie, tra cui la peste nel 1654, hanno spopolato quello che oggi è un museo archeologico a cielo aperto; infine, con la costruzione della linea ferroviaria nel 1888 (linea Pisciotta-Castrocucco) la popolazione cominciò a trasferirsi a valle per cui nel giro di pochi anni il paese venne quasi del tutto abbandonato, anche se fino al 1977 la chiesa sul borgo è stata la principale per tutta la Valle. Attualmente, il vecchio Borgo è meta di un notevole flusso turistico per il fascino di un set cinematografico in pietra che per vicinanza e unicità è assolutamente da visitare.

Anna Maria Piliero

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