Alba, diciotto candidati per una poltrona di Carmine Landi


La società sarà pure in crisi, ma la poltrona ai piani alti di Alba fa gola a molti: ci sono diciotto professionisti che sognano la scrivania d’amministratore unico della municipalizzata. Nel cassetto di Cecilia Francese c’è una cartellina coi curricula di chi ha risposto all’avviso pubblico per sostituire Luigi Giampaolino, l’ingegnere alla guida di Alba. Balza agli occhi il nome di Domenico Ruggiero, responsabile dell’impianto di compostaggio di Eboli.
Fino ad agosto 2017, era il direttore tecnico di EcoAmbiente, l’azienda provinciale che gestisce il centro di trattamento meccanico biologico di Battipaglia. Ed è finito nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Dda sulla società di Palazzo Sant’Agostino. Ora mira al ritorno a via Rosa Jemma, dove, tra il 2010 e il 2011, era già stato presidente del Consiglio d’amministrazione. Lo spinge il vicesindaco e amico Ugo Tozzi. Un altro nome caldo è quello di Michele Marino, figlio dell’ex sindaco di Capaccio Pasquale: dal 2011 al 2014 era stato direttore operativo della municipalizzata battipagliese. Alla fine potrebbe spuntarla l’ingegnere Palmerino Belardo, funzionario del Comune di Bellizzi: il profilo del responsabile dello staff del sindaco Mimmo Volpe piace molto alla Francese. E al primo cittadino bellizzese, ovviamente, non dispiacerebbe. Nella lista c’è pure Massimo Panico, dirigente tecnico del Comune di Battipaglia tra gli anni ‘90 e i 2000, nell’era di Fernando Zara. E poi c’è Paolo Mascambruno, che due anni fa, prima d’un inaspettato dietrofront, aveva annunciato di volersi candidare a sindaco. In corsa anche Enrico Tucci, ex consigliere comunale, che s’è candidato con Gerardo Motta nel 2016. Alle amministrative c’era anche Antonio Nicastro, avvocato che era nella lista di Fratelli d’Italia prima di rompere coi tozziani: il padre, Valente, s’era candidato a sindaco nel 1994 ed era stato amministratore di Alba Nuova; oggi il figlio avvocato prova a prendersi la scrivania occupata da papà nell’era di Alfredo Liguori. In lizza c’è pure una parente di Liguori, nipote della consigliere d’opposizione Luisa: è Anna Carrafiello, un’ingegnere con un curriculum di tutto rispetto. E c’è Giovanni Provenza, ingegnere e figlio dell’ex consigliere comunale Salvatore e cugino dell’ex assessore Giuseppe. Poi ci prova Francesco Anzalone, responsabile del Movimento per il cittadino: l’avvocato pure è stato in giunta, ma ai tempi di Zara. Si candidano a guidare Alba pure Elio Matteo Fedele, avvocato e consulente di Salerno Mobilità, Gaetano Infranzi, commercialista e consulente della Acse, municipalizzata di Scafati, e il legale barese Giacomo Colapinto, che tra il Lazio e la Puglia è stato diggì di molte società pubbliche dedite all’igiene. In gara anche la commercialista Elisa Agovino, l’avvocato Giacomina Fragetti, che è già stata a via Rosa Jemma, Annamaria Volpe, che non va confusa con l’omonima penalista battipagliese, Giuseppe Romano e Luigi D’Alessio. Escluso Domenico Mazzeo: non aveva inviato il curriculum in Municipio.

7 aprile 2018 – © Riproduzione riservata
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