Addio ViTel

Se n’è andato in punta di piedi, senza far rumore, così come era nel suo stile ViTel, questo era lo pseudonimo che amava utilizzare per firmare i suoi articoli Vito Telese. Se n’è andato un galantuomo d’altri tempi: il giornalista, il professore, il giurista, ma soprattutto il cantore di Battipaglia e della “Battipagliesità”. Quello che sapeva tutto sulla nostra straordinaria città, i suoi personaggi, i suoi fatti, la sua storia. Vito, con sensibilità d’animo e grande attenzione, ha saputo con acume raccontare le cronache di Battipaglia ed è stato il primo storico della Battipagliese che amava tanto, alla quale ha dedicato ben tre libri.  A lui si deve, infatti, anche il grande merito di aver svolto con passione le ricerche che hanno contribuito a poter ricostruire gli albori del calcio di questa città. 
Se n’è andata una persona gioiosa, sempre cordiale con tutti e dalla elevata cultura, amante della vita e della musica; aveva tradotto in latino tante canzoni del repertorio classico napoletano. Se n’è andato un uomo che Battipaglia meritava, perché di Battipaglia aveva il cuore, l’anima più profonda, gli umori, la vivacità scanzonata di un tempo. 
Se n’è andato un Professore amato da tutti, soprattutto dai suoi alunni, e grazie al suo garbo, alla sua intelligenza, alla sua grande umiltà, riuscì a conquistarne la fiducia, la stima, diventando uno di loro. 
La notizia della sua morte è stata per me dolorosissima, una emozione forte come se avessi perso per la seconda volta mio padre Ferdinando. Vito ha sempre fatto parte della mia vita, della mia famiglia, con lui si è instaurato un rapporto di empatia, di affetto infinito, di profonda stima, un legame fortissimo sin dal primo giorno della mia vita. Già! Forse perché è stato proprio lui a guidare la Fiat 850 di famiglia per accompagnare mia madre da Battipaglia alla Clinica Medici in Salerno, per partorire me.
Mio padre e Vito erano grandi amici ed io ho sempre immaginato che papà, alla sua morte, gli avesse lasciato il testimone della memoria storica della nostra straordinaria città che tanto amavano. Insieme ne hanno combinate di tutti i colori: mio padre aveva la macchina ma non la patente, mentre Vito aveva la patente ma non la macchina; una particolare condizione che avendoli legati per lungo tempo ne ha rafforzato l’amicizia.
Di impronte nella storia di questa città ne ha lasciate tante, Vito il cantore di Battipaglia e della Battipagliesità resterà per sempre nel cuore di noi tutti, non può essere dimenticato dal momento che si tratta di una persona che ha donato tanto ad ognuno di noi ed alla sua amata città. Battipaglia ha perso un altro suo figlio eccellente. 
Addio ViTel e abbracciami forte FerGuar! Già vi vedo di nuovo insieme con te alla guida e papà seduto al tuo fianco, “lassù” alla spasmodica ricerca di notizie da pubblicare.

Massimo Guarino

3 maggio 2019 – © Riproduzione riservata

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