AbbeceDiario N.152 (di Francesco Bonito)

Assessori (vedi anche pedine). Lo hanno fatto di nuovo, hanno silurato un altro assessore, il quattordicesimo in meno di trenta mesi, quasi uno ogni sessanta giorni. Dopo Paraggio, Bufano, Gallotta, Viscido, Barile, Della Corte, Anzalone, Calenda, Valletta, Capuano, Di Napoli, Marrandino e Lucia, è toccato a Catarozzo essere rimosso dal suo incarico di assessore al commercio dopo poche settimane dal suo insediamento. E non veniteci a raccontare che “così si fa la politica”, perchè non è vero, non è giusto. Potete continuare ad agire così, con la complicità delle altre comparse sulla scena, ma non pretendete di renderci assuefatti a questa degenerazione. Bisogna ripeterlo, altrimenti si finisce per non scandalizzarsi più. Giovanni Sartori una volta ha detto: “se si smette di dire quello che si pensa, si finisce per smettere di pensarlo”, niente di più vero. Perciò lo ripetiamo, anche a costo di annoiare: basta con questa aberrazione degli assessori fatti e disfatti dalle “strane coppie” in consiglio comunale; un assessore ogni due consiglieri, indipendentemente dalle capacità, dal curriculum, dalle competenze. Revocati o sacrificati dopo pochi mesi, a prescindere dalla bontà del lavoro svolto. I quattordici “ex” erano incompetenti? allora perché sono stati scelti? Erano capaci? perché li avete rimossi? Tertium non datur. Un assessore dovrebbe essere scelto per la sua competenza, messo in condizione di lavorare con gli strumenti adeguati, dandogli il tempo di risolvere i problemi, di ottenere progressi per la città. E invece? L’avete ridotto a un incarico a tempo determinato, una pedina da muovere sulla scacchiera, un “posto” sulla giostra sulla quale si sale e si scende non per meriti, ma perché designati o revocati da chi ha preso i voti. E chi decide non ha nemmeno lo scrupolo di giustificare ai cittadini (e agli interessati) i criteri e le motivazioni di promozioni e bocciature. Tanto per uno che scende ce ne sono tre pronti a salire, uno si siede e gli altri due gli dicono quello che deve fare.

Giovani. Alla deriva il Forum dei Giovani: la notizia è a pagina 5, leggete l’articolo di Lucia Persico e capirete. Sembra l’ennesima occasione perduta. L’idea era buona, coinvolgere i giovani nelle scelte che li riguardano, costituire una sorta di governo degli under 30 con funzione di consulenza all’attività politica dei “grandi”, presentare proposte, elaborare progetti da finanziare, coinvolgerli nelle politiche giovanili. Tutto bene finchè qualcuno si accorge che il Forum è stato coinvolto a sua insaputa nell’iniziativa della pista di pattinaggio su ghiaccio (un flop di proporzioni storiche); a tale progetto il Forum avrebbe aderito (usando fondi destinati a sue attività) senza averne deliberato democraticamente l’adesione. In parole povere, il Forum sarebbe stato usato per far passare un progetto caro a qualche ex giovane. Ai tre componenti del Forum che delusi e arrabbiati si sono dimessi, auguro di non smarrire la fiducia nel prossimo e nella politica; spero conservino la dignità e la correttezza dimostrata col loro gesto e la mettano al servizio della nostra comunità. Ne abbiamo tutti un disperato bisogno.

Spazzatura. Ne trattiamo diffusamente, con interessanti approfondimenti. Sono rimasto colpito dalla lettera della collega Pettinelli e dalla riflessione di Stanislao Vetere (pagina 4), sebbene entrambe colme di amarezza testimoniano una maturità civica e un desiderio di cambiamento che fa ben sperare. Dare voce a questi cittadini, evidenziare chi non segue gli esempi peggiori è il primo passo per far progredire una comunità. Anche un lungo cammino inizia con un piccolo passo.

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