AbbeceDiario N. 151 (di Francesco Bonito)

Rifiuti. Tutti uniti contro l’apertura di una nuova discarica a Battipaglia, su un territorio che ha già ospitato altre due discariche mai bonificate, l’impianto per il CDR (ora impianto STIR), ecoballe, tre aree di stoccaggio provvisorio e altre amenità. Battipaglia rischia di fregiarsi del titolo di Città della Monnezzarella o di lanciare a breve sul mercato la famigerata zozzona di Battipaglia. Scherzi a parte, il rischio che la sciagurata filiera dei rifiuti si accresca è reale;  inutile cercare responsabilità passate e scaricare il barile sugli amministratori del precedente millennio (più o meno gli stessi di oggi). Alla vigilia dell’ennesimo schiaffo alla dignità (e alla salute) della nostra comunità, c’è la possibilità di far sentire la voce dei cittadini mobilitandosi e, in questo modo, costringendo la classe politica a fare del suo meglio: basterà? Speriamo di sì. Encomiabile il ruolo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica svolto dal Comitato No alla discarica cui hanno aderito decine di associazioni e centinaia di cittadini: un segnale incoraggiante. Vedrete che anche i politici questa volta saranno della partita, magari guidando il corteo. Nero su Bianco, nel suo piccolo, plaude e incoraggia questa mobilitazione, e invita tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di sabato 14 gennaio, appuntamento in piazza della Repubblica alle nove di mattina. Tutti insieme, cittadini e politici, per evitare un’altra umiliante sconfitta.

Faide. Nonostante l’azione amministrativa non si segnali per produttività ed efficienza, l’azione “politica” di alcuni partiti sembra instancabile. Alcune formazioni (quasi tutte di maggioranza, per ora) sono travolte da terremoti interni che assomigliano più a faide che a dialettiche di partito. IDV, LD e UDC (cito le sigle così facciamo prima) sono dilaniati da lotte intestine per motivi di leadership, con i contendenti che sgomitano per un posto al sole e non rinunciano a scambiarsi colpi bassissimi. Litigano, si accusano, si revocano, si commissariano, si dimettono, si accapigliano per garantirsi la guida dei rispettivi partiti. Il risultato? Si liberano posti di governo (e di sottogoverno), e c’è sempre una casella libera disponibile per muovere le pedine sulla scacchiera: il Sindaco ringrazia.

Esempi. In periodi difficili come quello che stiamo vivendo, lontano dai riflettori, nell’ombra e in silenzio, operano decine di associazioni di volontariato che fanno, agiscono. Protagonisti di queste storie che non trovano spazio sui giornali sono donne e uomini che incidono nella vita di altre persone: agiscono, creano delle opportunità, superano e fanno superare degli ostacoli. A queste realtà ognuno di noi dovrebbe guardare con spirito di emulazione, come misura della  inconcludenza delle nostre azioni, come sprone a fare di più. In città ci sono tante associazioni meritorie che dovremmo ringraziare, seguire come esempi nobili; compito di un giornale come il nostro dovrebbe essere quello di evidenziarne l’opera e amplificarne l’azione. Troppo spesso non riusciamo a farlo come vorremmo, persi a raccontare le parole e le promesse di chi dovrebbe guidare la comunità ma spesso anela solo a “comandarla”. A quei volontari, a quelle associazioni, così lontani dal Palazzo, va il nostro ringraziamento e la nostra ammirazione: il loro esempio mostra a tutti noi una strada che pochi vogliono percorrere. Continuate a fare, noi cercheremo di raccontare le vostre imprese.

 

 

 

 

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